Stampa

Giovedì 20 Maggio 2010 18:03

Capienza: 60 posti

Sede: S.S. 71, km. 73 – Località Campo Grande – 06062 Città della Pieve (PG)

Tel./Fax: 0578.299563

Apertura: tutto l’anno, 24 ore su 24

Ente Gestore: Raggruppamento con capofila CeIS – Centro Italiano di Solidarietà Don Mario Picchi e partner Cooperativa Integra

Responsabile del Servizio: dott. Gianvito Tria

La Comunità di Riabilitazione Residenziale è un servizio a soglia alta con finalità di diagnosi e di cura.

Il Servizio accoglie persone maggiorenni di ambo i sessi, assuntori di sostanze stupefacenti residenti nel territorio di Roma Capitale. È prevista l’accoglienza per sessanta persone in trattamento residenziale.

Le attività, nonché gli obiettivi, sono differenziati sulla base delle diverse fasi del trattamento rivolto alle persone accolte in Comunità. Sono privilegiate azioni mirate al cambiamento delle condotte devianti, alla ripresa, allo sviluppo di capacità, abilità e competenze della persona tossicodipendente, attraverso attività di psicoterapia individuale e di gruppo ed attività formative e lavorative, da svolgere all'interno della struttura residenziale. Vengono valorizzate ed implementate le risorse personali, familiari e sociali dell’utente accolto. Inoltre, sono destinatari secondari degli interventi le famiglie degli utenti in trattamento, considerate risorse indispensabili nel tentativo di risoluzione del problema della persona tossicodipendente.

Per accedere in Comunità è necessario che la persona abbia avviato un programma di disassuefazione fisica dalle sostanze stupefacenti. Sono accolti, inoltre, tossicodipendenti in regime alternativo alla detenzione.

Il percorso terapeutico/educativo è strutturato in 29 mesi sulla base delle esigenze e dei bisogni di ogni persona ed è diviso in tre fasi. La prima fase (5 mesi), si fonda sull’accoglienza della persona ed è caratterizzata da incontri generali e colloqui individuali. La seconda fase (12 mesi) è incentrata sulla comunità terapeutica. In questa fase l’utente viene presentato ai membri della comunità ed insieme si svolgono attività quali seminari, uscite week-end, nonché un inserimento lavorativo temporaneo in un settore produttivo, al fine di permettere lo sperimentarsi in un contesto produttivo protetto, ma che risponde a logiche del mondo del lavoro. Vengono realizzati, inoltre, interventi specialistici (logoterapia, psicodramma, arteterapia). Scopo della terza fase (12 mesi), infine, è il reinserimento socio-lavorativo dell’utente, pur essendo ancora a carattere residenziale.

Oltre la durata del progetto, per verificare nel tempo la stabilità degli obiettivi raggiunti, sono previsti tre momenti di follow-up a 6 mesi, 1 anno e 2 anni dopo la conclusione del programma.

Per gli utenti che chiedono un ulteriore supporto, viene messa a disposizione una fase a carattere ambulatoriale della durata di circa 9 mesi, nella quale si verifica come il lavoro svolto stia favorendo l’attuale vita quotidiana. La sede di tale fase è in via Ambrosini 129, Roma, presso la sede del CeIS.

Struttura organizzativa

1 Psicoterapeuta (Responsabile)

1 Assistente sociale

1 Sociologo

6 Operatori sociali

1 Animatore socio-culturale

1 Educatore professionale

le équipe e tutti i coordinatori fanno capo al Responsabile della Comunità. Per alcune prestazioni specifiche il Servizio si avvale di figure professionali esterne: Psichiatra, Maestro di Qi Qong e di Taichi Qua, Psicodrammista e Sociodrammista, Arteterapeuta, Terapeuta di Bonding Therapy.

Obiettivi

Obiettivo del Servizio è quello di accogliere, sostenere e accompagnare la persona nel percorso di recupero, finalizzato alla valorizzazione delle abilità e capacità personali ed alla “correzione” degli aspetti disfunzionali. Lo scopo è il raggiungimento di un’autonomia personale, l’abbandono delle sostanze stupefacenti e dei comportamenti auto ed etero distruttivi, in un’ottica di ristrutturazione della scala dei valori di riferimento. Per accedere in Comunità è necessario che la persona abbia avviato un programma di disassuefazione fisica dalle sostanze stupefacenti. Sono accolti, inoltre, tossicodipendenti in regime alternativo alla detenzione.

Il percorso terapeutico/educativo è articolato in tre fasi, ognuna delle quali, caratterizzata da obiettivi propri, ma tenute insieme da un processo basato sulla motivazione al cambiamento, sul lavoro introspettivo e, nel frattempo, su un cammino educativo che mira alla responsabilizzazione progressiva ed accompagna l’utente fino alla completa autonomia finalizzata al totale reinserimento nella società. L’intervento si propone come un sistema aperto, all’interno del quale si seguono tempi strutturati e predeterminati, ma si mantiene la flessibilità necessaria per rispondere alle esigenze di ogni singola persona. In generale gli obiettivi del Servizio sono:

-         promuovere il Servizio stesso nel territorio ed aprire la Struttura verso l’esterno, creando rapporti, proficue relazioni ed eventuali iniziative con le realtà sociali del luogo;

-         salvaguardare l’utenza, accompagnandola nell’eventuale passaggio di trattamento, e facilitare la sospensione del comportamento di uso delle sostanze stupefacenti;

-         utilizzare la rete territoriale per l’orientamento e l’invio dell’utente al Servizio più idoneo per delle problematiche specifiche, coinvolgimento delle famiglie e, ove possibile, il loro inserimento in un percorso di sostegno parallelo;

-         formazione lavorativa, al fine di facilitare il reinserimento socio-lavorativo, accompagnando l’utente al pieno reinserimento sociale al fine di prevenire e/o gestire momenti di crisi ed eventuali ricadute.

Tipologia di approccio

I principi e valori su cui si basa il Servizio sono legati al “Progetto Uomo”. Tale progetto ha l’obiettivo di porre la persona al centro della storia, come protagonista, affrancato da ogni schiavitù, perché questo possa raggiungere il rinnovamento interiore, mediante la ricerca del bene, della libertà e della giustizia. L’intervento proposto adotta un orientamento alla salute e all’educazione diverso da quello rivolto alla malattia, tipico degli interventi medici o puramente psico-terapeutici; in questo modo, all’interno del Servizio, l’utente viene trattato non come paziente, ma come parte attiva del proprio ed altrui percorso terapeutico. Nel processo di crescita esistenziale e relazionale, viene proposta una cultura della condivisione, della solidarietà, dell’accoglienza, dell’importanza di ognuno, della gratificazione che proviene dal lottare e dal  superare  gli ostacoli personali, della responsabilizzazione, del rispetto delle regole e dell’altro. A seconda delle capacità, potenzialità e disponibilità personali, il percorso sarà caratterizzato dall’offerta di spazi e attività che favoriscano lo sviluppo di competenze sociali e lavorative (ergoterapia), nonché la capacità di assumere responsabilità e rilevanza nella gestione della Comunità. La metodologia di intervento socio-educativo è aperta all’uso di vari strumenti, soprattutto a quelli che affondano le radici nella psicologia umanistica. A ciò si affianca un approccio psico-riabilitativo che si fonda su un insieme di gruppi esperenziali, supportivi e terapeutici, in connessione ed in integrazione tra loro, utilizzando approcci che fanno riferimento a paradigmi sistemico-relazionali, gestaltici e fenomenologici.