Il gioco d'azzardo patologico (GAP)

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Mercoledì 09 Giugno 2010 19:08

Il gioco d’azzardo patologico è una forma di comportamento compulsivo, in cui l’individuo mostra una crescente dipendenza dal gioco, aumentando la frequenza e il tempo passato a giocare, accompagnato dalla spesa di ingenti quantità di denaro, spesso al di sopra delle proprie possibilità, mirata al guadagno e al recupero delle perdite.

Definito dal DSM-IV una vera e propria patologia nell’ambito dei “Disturbi del controllo degli impulsi”, il gioco d’azzardo si accompagna spesso ad altre patologie, quali altre dipendenze o disturbi affettivi.

 

Il GAP ha una lenta e graduale evoluzione caratterizzata da diverse fasi:

fase vincente - il gioco è occasionale, spesso e volentieri associato a vincite e viene utilizzato come strumento di sfogo e distrazione;

fase perdente - caratterizzata da spese continue ed ingenti, perdite frequenti, gioco ossessivo, menzogne, manifestazione dei primi segni di dipendenza, indebitamento;

fase della disperazione - prevalgono il panico, azioni illegali, isolamento sociale e affettivo;

fase critica, di ricostruzione e di crescita, caratterizzate da tentativi realistici di smettere, dalla ricostruzione dei legami familiari e dal tentativo di porre rimedio agli errori commessi.

Il giocatore patologico mostra un coinvolgimento totalizzante in questa pratica, tralasciando in maniera sempre più evidente gli altri aspetti della vita quotidiana e mettendo a repentaglio relazioni significative sul piano personale e professionale. I soggetto dipendente non è in grado di porre un freno all’impulso di giocare e necessita di somme di denaro sempre maggiori da investire; spende gran parte del proprio tempo ad escogitare e a pianificare nuovi metodi da utilizzare nelle giocate; è irritabile e aggressivo quando tenta di ridurre il tempo passato a giocare, sperimentando una vera e propria crisi di astinenza dal gioco; mente a familiari e ad altre persone significative riguardo la sua attività e spesso, per procurarsi il denaro, commette azioni illegali come frode e furti o chiedendo prestiti ingenti per far fronte ai debiti di gioco.

 

Da ciò consegue la necessità di giocare sempre più spesso, aumentando le somme giocate per raggiungere il grado di euforia desiderato. Un comportamento, questo, dovuto all’insorgere di una condizione di tolleranza, come accade nella dipendenza da sostanze stupefacenti. Le perdite tentano di essere recuperate con ulteriori giocate che, spesso, portano ad ulteriori perdite fino ad innescare un circolo vizioso. Il giocatore compulsivo riporta uno stato di ansia e nervosismo, insieme a frequenti alterazioni dell’umore, sperimentando sensi di colpa; è incline ad atteggiamenti superstiziosi e tende a distorcere la realtà; ha sentimenti di onnipotenza e si sente perseguitato. Gli effetti, a livello fisico, si manifestano nell’alterazione delle abitudini alimentari, cefalea, disturbi del sonno e uso di altre sostanze stupefacenti. Inoltre, il copioso dispiego di denaro provoca danni economici rilevanti insieme a danni morali, sociali e problemi connessi alla sfera lavorativa