- reset +
Members Login

Home

GHB, LA DROGA DELLO STUPRO

PDFStampaE-mail

Il gamma-idrossibutirrico, più comunemente denominato GHB, è un acido presente nel nostro organismo, sintetizzato dal biologo francese Henry Laborit nei primi anni sessanta ed utilizzato inizialmente come farmaco per il trattamento dell’insonnia e per facilitare la disintossicazione da alcol. A causa dei suoi effetti secondari, oggi è nota sul mercato illegale come una tra le “droghe da stupro”, perché associata a numerosi casi di violenza carnale. Il Ministero della Salute, per tale motivo, ha deliberato l’iscrizione del GHB nella tabella  delle sostanze stupefacenti. La sostanza si presenta come incolore ed insapore e può essere  facilmente sciolta in una bevanda senza che la vittima se ne accorga. Dosi elevate, combinate con l’alcol, a distanza di circa 5-20 minuti dall’assunzione, possono causare effetti quali la perdita del senso della realtà e delle capacità di coordinamento, nausea, problemi respiratori e disturbi della memoria.

 

Si evidenzia che, nonostante sia difficile rilevare la presenza di GHB nell’organismo, poiché rapidamente metabolizzata ed eliminata dal corpo, numerosi sono stati i casi di stupro associati a tale sostanza, in America, Inghilterra, Italia e Giappone. Nella nostra nazione a lanciare l’allarme è stata la clinica Mangiagalli di Milano, primo centro antistupro sorto in Italia. Negli anni, molteplici sono state le battaglie per arginare il fenomeno delle droghe da stupro. Una delle più rilevanti, ampliamente diffusa sui social network, è stata quella ideata dall’azienda americana, Drinksavvy, pubblicata su Indiegogo, noto sito internazionale di crowfunding (finanziamento collettivo). La campagna ha portato alla realizzazione di bicchieri e cannucce, distribuiti gratuitamente nelle discoteche, che cambiano colore a contatto con drink contenenti GHB, ketamina e Rohypnol. Un team di ricercatori dell'Università di Singapore ha inoltre sviluppato un sensore fluorescente per identificare la presenza di GHB. Tale sensore se miscelato con una bevanda contenente droga, cambia colore in meno di 30 secondi, rendendone facile e veloce l’individuazione. Per questa ricerca sono stati analizzati 5.500 coloranti da cui, successivamente, ne sono stati selezionati 17 per testarli con diverse concentrazioni di GHB. Il risultato ha portato alla scoperta di un colorante, ribattezzato “GHB Orange”, che ha mostrato un rapido cambiamento di colore della bevanda in caso di presenza di GHB.