- reset +
Members Login

Home

DADISC: UN DASPO CONTRO LA DROGA IN DISCOTECA

PDFStampaE-mail

Poco meno di un mese fa, a Montecitorio, è stata presentata una proposta di legge, denominata Dadisc (Divieto di Accedere alle Discoteche), che tanto ricorda, nel nome e nel contenuto, il già applicato Daspo (Divieto di Accedere a Manifestazioni Sportive). Il provvedimento mira a colpire alcuni fenomeni piuttosto frequenti nei locali notturni, quali consumo e spaccio di droga, oltre a comportamenti violenti ed aggressivi legati ad uso di sostanze. La proposta è volta a garantire ai giovani un divertimento sano nelle discoteche e nasce con l’obiettivo di lanciare un chiaro messaggio di tolleranza zero contro chi contamina il divertimento usando o spacciando sostanze stupefacenti. Il Dadisc ricalca un’intesa, interna a Confcommercio, siglata nel 2005 tra FederSicurezza e Silb (Associazione italiana imprese di intrattenimento, spettacolo e ballo).

 

Per quanto riguarda le discoteche, il proprietario avrà il compito di indicare un responsabile della sicurezza, riconosciuta dall’ordinamento giuridico, come una guardia giurata, che a sua volta dovrà collaborare con le forze di Polizia, segnalando i nomi di chi si rendesse colpevole delle azioni sopracitate. All’interno del locale, compito del responsabile sarà prevenire, osservare e controllare tutti i movimenti legati al possibile spaccio o consumo di droghe. Compito di emettere il divieto di accesso ad un determinato locale sarà del Questore che provvederà a trasmettere ai locali notturni l’elenco delle persone soggette a divieto. Saranno perseguibili anche i minorenni, a partire dal quattordicesimo anno. Oltre l’obbligo di espulsione dal locale, è prevista una sanzione amministrativa che può variare dai 3 ai 10 mila euro. Il Questore può porre il divieto anche verso chi sia rimasto coinvolto in risse o episodi di violenza dentro i locali.

A sostegno della proposta di legge, si è schierata la famosa discoteca romagnola “Cocoricò” che segnala come questa segni una svolta nella differenziazione tra divertimento e sballo, troppe volte accomunati e criminalizzati, mentre il divertimento sano e sicuro è una cosa che va tutelata e giustamente protetta.

Dal Questionario Minerva, contenuto nella “Relazione Annuale sullo stato delle tossicodipendenze nei Servizi erogati dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, edizione 2013”, emerge che, tra coloro che dichiarano di aver assunto sostanze stupefacenti (escluse le droghe legali e la cannabis), circa il 45% ha affermato di averle utilizzate, la prima volta, durante eventi mondani fuori casa (bar, pub, discoteche) e il 43,7% di usarle, principalmente, proprio in locali notturni come le discoteche.