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INCIDENTI STRADALI CORRELATI ALL'USO DI CANNABIS

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Un Rapporto elaborato dalla Mailman School of Public Health della Columbia University, che ha esaminato i dati provenienti da sei Stati americani che eseguono regolarmente test tossicologici su conducenti coinvolti in incidenti stradali mortali, denuncia come gli incidenti sotto effetto di cannabis siano triplicati nell'ultimo decennio. Secondo lo studio guidare autoveicoli dopo aver assunto cannabis raddoppierebbe il rischio di incidenti gravi e mortali. Chi assume cannabis guida più o meno allo stesso modo di chi utilizza alcol poiché la marijuana rallenta i riflessi, altera la capacità di giudizio, riduce il campo visivo e rende la persona più distratta e con maggiore probabilità di correre rischi al volante.

 

Dall’analisi dei risultati dei test antidroga statunitensi effettuati nel periodo compreso tra il 1999 ed il 2010 è emerso che dei 23.591 conducenti deceduti nell’arco di un’ora dall’incidente stradale, il 39,7% risultava positivo all’alcol e il 24,8% ad altre droghe. Mentre i risultati positivi per l’alcol risultavano stabili nell’arco temporale esaminato, la prevalenza della positività alle altre droghe è risultata aumentata significativamente dal 16,6% nel 1999 al 28,3% nel 2010 e, nello specifico, per la marijuana si è passati dal 4,2% al 12,2% in dieci anni. L’uso di alcol e’ stato quindi causa di incidenti mortali mantenendo la stessa percentuale durante un decennio mentre la cannabis sta avendo un ruolo sempre più diffuso e tragicamente chiave negli incidenti mortali. Guidatori assuntori di droghe hanno rappresentato più del 28% delle morti per incidenti stradali nel 2010 a fronte del 16% nel 1999. La cannabis risulta essere la droga principalmente responsabile in questa crescita delle morti su strade, contribuendo al 12% delle droghe nel 2010 contro il 4% nel 1999.

Il Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione della Columbia University afferma che, attualmente, uno dei nove conducenti coinvolti in incidenti mortali, risulta positivo ai test per cannabis e che, se questa tendenza si mantenesse costante, in cinque anni supererà l’alcol come sostanza più diffusa nei decessi correlati alla guida in stato di alterazione. Inoltre, il Dipartimento ha anche osservato come l’uso combinato di alcol e marijuana aumenti drasticamente il rischio mortale per un conducente. Se il guidatore è sotto influenza di alcol, il rischio di avere un incidente mortale è 13 volte superiore al rischio del conducente sobrio. Se invece il conducente è sotto l’influenza di alcol e marijuana, il rischio aumenta 24 volte. Anche il risultato di una ricerca condotta dalla Dalhousie University di Halifax in Canada è inequivocabile: mettersi al voltante entro tre ore dopo aver consumato cannabis raddoppia quasi le possibilità di avere un incidente. Se poi si è sotto i 35 anni le probabilità lievitano ulteriormente.

I controlli anti-droga su strade italiane hanno permesso, dal 2010 al 2013, di controllare 57.413 veicoli; 38.317 sono i conducenti sottoposti ad accertamenti clinici e tossicologici; 2.057 le patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza e/o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Lo stato psico-fisico alterato del conducente provoca, nel nostro Paese, circa 10.000 incidenti stradali l’anno.

Il problema è anche culturale. Assumere marijuana, prima di mettersi alla guida, non ha lo stesso stigma che la società ha acquisito nel corso degli anni verso chi guida ubriaco. L’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, Istituzione di Roma Capitale, ha approfondito il tema e ha analizzato i dati nella Relazione Annuale 2013. Attraverso il Questionario Minerva risulta che il 71,6% degli intervistati dichiara di essere a conoscenza dei danni provocati dall’alcol. Di contro, la percentuale di chi asserisce di avere conoscenza dei danni che la marijuana può causare cala vertiginosamente al 47,7%. Urge, anche a fronte di questi dati allarmanti, una corretta campagna di informazione e prevenzione.