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UN NUOVO AUTOVELOX CHE MISURA VELOCITA’ E TASSO ALCOLEMICO

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Secondo quanto riportato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, l’alcol provoca circa 2 milioni e mezzo di decessi l’anno ed è la prima causa di morte tra i giovani fino a 24 anni, compresi i decessi causati dagli incidenti stradali sotto effetto di alcolici. Una ricerca condotta dalla Military University of Technology di Varsavia e pubblicata sul Journal of Applied Remote Sensing è finalizzata proprio al contrasto della guida sotto effetto di alcol. Nello specifico, i ricercatori sono impegnati nella realizzazione di un dispositivo capace di determinare non solo la velocità degli autoveicoli, ma anche il tasso alcolemico dei conducenti.

Il dispositivo si avvale di un autovelox nel quale è installato un sofisticato software che riesce a calcolare, tramite un particolare laser, la densità delle molecole d’alcol emesse dai polmoni. In questo modo, in futuro, la Polizia, anziché fermare gli autoveicoli e sottoporre i conducenti al test dell'etilometro, potrebbe limitarsi ad utilizzare questo nuovo autovelox, come già avviene per calcolare la velocità. Tale controllo è possibile su veicoli in movimento grazie alla spettroscopia, una tecnica che ha permesso di studiare la composizione del sole.

Durante i test di collaudo effettuati su strada, il dispositivo è riuscito a rilevare delle concentrazioni anche minime di alcol nel sangue, addirittura fino allo 0,1%. Questo autovelox, già opzionato da sette polizie europee, potrà essere di aiuto per le forze dell’ordine che controllano la sicurezza su strada. Il sistema estremamente sensibile genera, tuttavia, degli errori grossolani: l’autovelox-etilometro, infatti, pur essendo precisissimo, non può identificare, all’interno dell’autoveicolo, chi abbia assunto alcol. Se all’interno vi sono quattro persone, il congegno rivelerà solo la presenza di uno o più assuntori di alcolici a bordo ma non è in grado di indicare se lo sia effettivamente il conducente. Ciò porterebbe al paradosso per cui il sistema potrebbe riconoscere l’alto tasso alcolemico di un passeggero e non del conducente, che verrebbe multato erroneamente.

La pericolosità dell’alcol risiede nel suo status di sostanza legale, socialmente e culturalmente accettata. La Ricerca Minerva, contenuta nella “Relazione Annuale sullo stato delle tossicodipendenze nei Servizi erogati dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenzeedizione 2013”, mostra che, in media, il primo contatto con le bevande alcoliche avviene nella fascia d’età compresa tra i 12 e i 13 anni. Particolarmente preoccupante risulta il fenomeno del “Binge Drinking”, ovvero l’assunzione consecutiva di cinque o più drinks per gli uomini e di quattro o più drinks per le donne, al solo scopo di bere fino ad ubriacarsi. Questo fenomeno è cresciuto notevolmente, soprattutto nella fascia di età compresa tra i 17-18 anni (42,9%). All’interno del gruppo dei consumatori di alcolici, 4413 persone su un campione totale di 6498 partecipanti, quasi la metà (49,6%), ha ammesso di essersi ubriacato almeno una volta nella vita. Resta dunque il fatto che il problema della guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di droghe è un problema più di natura preventiva e di educazione stradale che di controlli a posteriori.