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STUDI RECENTI SULLA SIGARETTA ELETTRONICA

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità, in una recente nota, afferma: “la sigaretta elettronica rappresenta un grave pericolo per la salute”. Le e-cig, che dovevano liberare milioni di persone dal vizio del tabacco, rischiano di risultare un flop. Le ricerche scientifiche, che sinora avevano smentito la presunta nocività, si sono dovute ricredere: le sigarette elettroniche espongono i fumatori a sostanze chimiche cancerogene. Questo il risultato di un recente studio condotto dall’Università polacca di Silesia e dal Roswell Park Cancer Institute di Buffalo. Il calore prodotto da questi dispositivi a batteria agirebbe su una soluzione liquida inalata, composta principalmente di glicerina e glicole propilenico, due solventi che ad alte temperature irritano le mucose, tramutandosi in composti carbonilici a basso peso molecolare, tra cui la formaldeide e l’acetaldeide.

Lo studio ha valutato come le diverse caratteristiche del prodotto, tra cui il contenuto di nicotina e il voltaggio della batteria, influenzino i livelli di carbonili contenuti nel vapore della sigaretta elettronica. I ricercatori hanno misurato la presenza di 12 composti carbonilici nei vapori derivanti da 10 diverse soluzioni con nicotina disponibili in commercio e in tre soluzioni di controllo composte di glicerina pura, di glicole propilenico puro, o una miscela di entrambi. Sono state utilizzate sigarette elettroniche che permettevano un aumento del voltaggio del dispositivo (da 3,2 a 4,8 v), ovvero della temperatura, per aumentare la produzione di vapore e il rilascio di nicotina. La formaldeide e l’acetaldeide sono stati riscontrati in 8 dei 13 campioni analizzati. I livelli maggiori di carbonili sono stati rinvenuti nei vapori derivanti da soluzioni a base di glicole propilenico; l’innalzamento della temperatura, inoltre, ha determinato un aumento da 4 a 200 volte dei livelli di acetone, di formaldeide ed acetaldeide. Questa ricerca dimostra che i livelli di formaldeide sprigionati dalle sigarette elettroniche ad alto voltaggio sono equiparabili a quelli sprigionati nel fumo di tabacco.

Una nuova sigaretta, di nuova generazione, è prevista in Italia per l’anno prossimo e sarà prodotta a Valsamoggia, in provincia di Bologna, con un investimento di 500 milioni di dollari. Ancor prima del debutto, si accende una nuova guerra fra produttori di tabacco e di sigarette elettroniche che, a colpi di lobbying, si contendono un mercato in difficoltà. La novità arriva dall’ultima bozza del decreto legislativo sulla tassazione dei tabacchi allo studio del ministero dell’Economia. L’articolo 1 recita che la sigaretta elettrica di nuova generazione deve essere considerata non come un «prodotto da fumo» ma come un «prodotto da inalazione». Tale differenza fa crollare tutti i divieti previsti: per le sigarette tradizionali vige sia il divieto di fumo nei locali pubblici, sia quello di pubblicità. Per le sigarette elettroniche già in commercio, che contengono nicotina ma non tabacco, la situazione è più complessa. Sulla pubblicità, dopo un periodo di divieto assoluto, la linea è stata ammorbidita ma restano molti paletti. Il divieto di fumo, invece, vale solo per le scuole mentre per i locali pubblici c’è un vuoto normativo: se un ristorante vuole vietarle può farlo ma non vi è alcun obbligo.

La sigaretta elettronica fu commercializzata per la prima volta in Cina nel 2003 da un industria farmaceutica, la Golden Dragon, che ottenne il brevetto internazionale nel 2009. Il biennio 2012-2013 conobbe il boom delle e-cig nel nostro paese. Nel 2012 un milione di italiani utilizzava la sigaretta elettronica e migliaia di negozi sono stati aperti generando un fatturato di 350 milioni di euro. Molti di questi rivenditori sono sprovvisti di certificazione ed elenco degli ingredienti con inevitabile ricaduta sulla qualità del prodotto tanto che, su 50 campioni analizzati, 6 contenevano concentrazioni elevate di metalli pesanti (piombo, cadmio, arsenico). A Panama, la distribuzione di sigarette elettroniche è vietata dal 2009 sulla base di studi che confermano la presenza di glicol dietilenico, responsabile della morte di centinaia di panamensi tra il 2006 e il 2009. La sigaretta elettronica è illegale anche in Australia e ad Hong Kong (il paese dove fu inventato il prodotto). Suscita ironia pensare come la sigaretta elettronica sia proibita anche in Uruguay, il paese che, di recente, ha aperto alla legalizzazione della cannabis.