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L’ALCOL FA PERDERE LA FORZA MUSCOLARE

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La perdita di forza muscolare è un sintomo comune sia ai pazienti con malattie mitocondriali, sia agli alcolisti cronici. Un team di ricercatori della Thomas Jefferson University ha recentemente individuato un legame che unisce queste due patologie, ovvero la presenza di mitocondri (preposti a produrre l’energia necessaria per muscoli, cervello ed ogni cellula del corpo) che non sono in grado di auto-ripararsi.

I mitocondri riparano le componenti danneggiate attraverso la fusione con altri mitocondri e lo scambio dei loro contenuti. Le parti compromesse vengono sostituite con le proteine funzionanti, donate dai mitocondri sani. Finora, mentre la ricerca scientifica era consapevole di come la fusione fosse un metodo importante per controllare la qualità mitocondriale in molti tipi di cellule, poco conosceva riguardo il meccanismo di riparazione nel tessuto dei muscoli scheletrici che, basandosi sui mitocondri, rende la riparazione una necessità che avviene con una certa frequenza. Tuttavia, i mitocondri sono schiacciati così strettamente tra le fibre di cellule muscolari che gli studiosi avevano ipotizzato che una fusione in questo tipo di tessuto fosse impossibile. Per verificare se i mitocondri nei muscoli potessero effettivamente fondersi per rigenerarsi, gli autori della ricerca hanno contrassegnato i mitocondri nei muscoli scheletrici dei ratti con due diversi colori e verificato se questi si mescolavano. I risultati, pubblicati su The Journal of Cell Biology, hanno per la prima volta mostrato come nelle cellule muscolari avvenga la fusione mitocondriale. I ricercatori hanno poi dimostrato come, tra le proteine di fusione mitofusin (Mfn), la componente Mfn1 risultasse la più importante nelle cellule dei muscoli scheletrici. Successivamente, hanno verificato se la fusione mitocondriale fosse responsabile anche della debolezza muscolare, riscontrata nell’alcolismo. Gli autori hanno registrato che il numero di Mfn1 diminuiva fino al 50% nei ratti, cui veniva somministrato alcol regolarmente, mentre le altre proteine di fusione rimanevano invariate. Questo calo era accompagnato da una diminuzione massiccia nella fusione mitocondriale. Secondo i ricercatori, questo studio fornisce ulteriori prove per sostenere la responsabilità delle dinamiche mitocondriali nella perdita della forza muscolare, esattamente quanto succede nei casi di alcolismo.

Dal “Nuovo Quadro dei Servizi Cittadino – Analisi degli interventi realizzati sul territorio di Roma Capitale e dei risultati conseguiti dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze nell’ambito dei 21 mesi” emerge che, per il 42,51% dell’utenza tossicodipendente attiva, accolta all’interno dei Servizi stanziali erogati dall’ACT, l’alcol è stata la sostanza maggiormente utilizzata nel corso della vita. Nella “Relazione Annuale sullo stato delle tossicodipendenze nei Servizi erogati dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, edizione 2013”, si evince come il 71,6% del campione intervistato, composto da 6.498 persone, dichiari di essere a conoscenza dei danni provocati dall’alcol. Analizzando le credenze giovanili, relative agli effetti negativi delle bevande alcoliche, si evidenzia una maggiore consapevolezza dei danni fisici (60%), seguiti dai danni neuropsicologici (20%). Tuttavia, il 58,6% degli intervistati ha dichiarato di desiderare ulteriori informazioni sull’alcol e sugli effetti alla salute che reca. Effettivamente, in un periodo storico dove ci si interroga sulla necessità di legalizzare la cannabis, nessuno si domanda su quanti danni e fallimenti abbia causato la legalizzazione dell’alcol, senza una dovuta, corretta e preventiva informazione.