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Nuove sostanze psicoattive in Europa: preoccupanti segnali di aumento

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Dalla “Relazione Europea sulla Droga 2014: tendenze e sviluppi”, elaborata dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, che descrive le ultime tendenze in materia di droghe nei 28 Stati membri dell’UE, comprese Turchia e Norvegia, emerge come l’analisi del mercato delle droghe sia resa ancora più complessa dalla comparsa di nuove sostanze psicoattive. Si tratta principalmente di sostanze sintetiche non regolamentate dal diritto internazionale, prodotte nei laboratori clandestini europei o importate dalla Cina piuttosto che dall’India, commercializzate in confezioni accattivanti, spesso munite di etichetta contenente informazioni ingannevoli, per evitare i controlli, quali la dicitura “sostanze chimiche destinate alla ricerca” o “fertilizzanti”, con clausole di esclusione responsabilità ove si afferma che il prodotto non è destinato al consumo umano, contravvenendo invece alle norme sulla commercializzazione e sulla sicurezza dei consumatori.

 

Nel 2013 l’Unione Europea ha notificato, per la prima volta, 81 nuove sostanze psicoattive attraverso il Sistema di Allerta Rapido dell’UE, numero in aumento rispetto all’anno precedente (73), portando a oltre 350 il numero totale di sostanze monitorate dall’EMCDDA (Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze). Tra le nuove sostanze identificate vi sono ventinove cannabinoidi sintetici, trenta composti non conformi ai gruppi chimici facilmente riconoscibili (piante e farmaci compresi), tredici nuovi sostituti per le fenetilamine, sette catinoni sintetici, una triptamina e una piperazina. Solo pochi giorni fa sono stati pubblicati dall’EMCDDA i documenti di “Risk Assessment” di quattro nuove sostanze psicoattive: metossietamina (un analogo della ketamina), MDPV (un catinone sintetico) – queste prime due sostanze già sotto controllo legislativo in Italia – AH-7921 (un oppiaceo sintetico), e 25INBOMe (una fenetilammina allucinogena), ma se ne prevedono già altre, a riprova di come, in un momento nel quale si discute di una nuova legislazione UE in questo campo, nuove droghe continuano a comparire sul mercato.

La rapidità con cui alcune sostanze controllate di recente sono state sostituite da nuove sostanze ha messo a dura prova i legislatori europei. A livello nazionale queste sfide hanno determinato una serie di risposte giuridiche innovative. In generale, si possono individuare tre tipologie di risposta. In primis, i paesi possono utilizzare leggi esistenti relative a questioni non correlate alle droghe controllate, come la legislazione in materia di sicurezza dei consumatori o sul controllo dei farmaci: in Polonia, nel 2010, più di mille punti vendita al dettaglio sono stati chiusi nell’arco di due giorni, in virtù di poteri vigenti in materia di protezione della salute. In secondo luogo, i paesi possono ampliare o adattare leggi o procedure esistenti in materia di droghe: nel Regno Unito, nel 2011, sono state introdotte Temporary Class Drug Orders (ordinanze sulle droghe di classe provvisoria) per controllare l’offerta durante l’analisi dei rischi per la salute. In terzo luogo, i paesi possono formulare una nuova legislazione: nel 2013 Portogallo e Slovacchia hanno introdotto leggi intese specificamente a bloccare la vendita non autorizzata di determinate sostanze nuove.  Quest’ambito del diritto, in rapido mutamento, continua ad evolversi. Secondo gli sviluppi più recenti, Polonia e Romania hanno rafforzato la legislazione esistente, introducendo nuove leggi studiate ad hoc che vengono applicate in parallelo con le vecchie norme. In Italia, attraverso il Dipartimento Politiche Antidroga e il Ministero della Salute, queste nuove droghe sintetiche, sia nelle singole molecole, sia nei loro analoghi strutturali, sono state tabellate e, di conseguenza, rese illecite. Ogni giorno, però, spunta una nuova droga da classificare e da contrastare. Per questo, l’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze ha investito numerose risorse in materia di prevenzione e promozione di stili di vita sani al fine di informare i giovani sui rischi derivanti dall’uso di queste pericolosissime sostanze.