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LA COCAINA PUO’ FAVORIRE L’ICTUS ISCHEMICO

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In occasione della Conferenza Internazionale 2014 dell'American Stroke Association di San Diego, i ricercatori della University of Maryland School of Medicine e del Baltimore Veterans Affairs Medical Center hanno mostrato i risultati di una ricerca che evidenzia una forte associazione tra l’insorgere di ictus ischemico e l’uso di cocaina.

I ricercatori hanno condotto lo studio su un campione di 1.154 giovani adulti, tra i 15 e i 49 anni di età, colpiti da ictus ischemico, tra il 1992 e il 2008, confrontando le loro abitudini con quelle di un gruppo di controllo, considerando i fattori di rischio per tale patologia, come fumo, diabete e ipertensione. Più del 25% degli appartenenti a entrambi i gruppi ha ammesso di aver utilizzato cocaina in passato. Dalla ricerca, si è potuto riscontrare un significativo aumento di casi di ictus ischemico nei consumatori di cocaina che avevano da poco assunto la sostanza. Infatti, il 2,4% dei pazienti, colpiti da ictus, ha dichiarato un consumo di cocaina nelle 24 ore precedenti. L’uso di cocaina, quindi, non solo causa dipendenza, ma aumenta del 700% il rischio di ictus, entro un giorno dall’assunzione. Considerando che, secondo quanto dichiarato dai ricercatori, solo un terzo dei pazienti ricoverati in ospedale per ictus è sottoposto ad analisi per droghe, sarebbe importante che questo accertamento fosse eseguito in via ordinaria a tutti i giovani adulti, ricoverati per questa patologia.

Inoltre, tra gli effetti a lungo termine, la cocaina comporta crisi convulsive, possibilità di infarto cardiaco, aritmie e ischemie cerebrali, riniti e altre affezioni del sistema respiratorio, disfunzione erettile con calo della libido sessuale, nonché anedonia, ovvero incapacità di provare piacere. L'uso cronico conduce ad apatia, insonnia e deperimento organico. Possono subentrare paranoia, suscettibilità e comportamento violento. Il rischio di aterosclerosi e trombosi è elevato. La dipendenza, con crisi d'astinenza, è caratterizzata, inoltre, da ansia, depressione, irritabilità, rallentamento psicomotorio e affaticamento.

I dati riportati nella pubblicazione “Nuovo Quadro dei Servizi Cittadino – Analisi degli interventi realizzati sul territorio di Roma Capitale e dei risultati conseguiti dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze nell’ambito dei 21 mesi” confermano la pericolosità insita nell’assunzione di cocaina, e di droghe in genere. Il 69,36% degli utenti tossicodipendenti attivi, che hanno fruito dei Servizi stanziali dell’Agenzia, ha dichiarato di aver utilizzato, nel corso della vita, la cocaina. Inoltre, in riferimento alle sostanze utilizzate nel corso della vita, la più diffusa è risultata proprio la cocaina (21,77%), seguita dalla cannabis (16,13%). Dalla Ricerca Minerva, contenuta nella “Relazione Annuale sullo stato delle tossicodipendenze nei Servizi erogati dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, edizione 2013”, emerge che, tra coloro che dichiarano di utilizzare sostanze psicoattive (escludendo alcol, tabacco e cannabis), ovvero 276 persone su un campione totale di 6.792 unità, il 39,1% individua nella cocaina la principale sostanza consumata, mentre il 51% (ovvero uno su due) riporta di averla provata nell’arco della vita.