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PALCOHOL: ORA L’ALCOL E’ ANCHE IN BUSTINA

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Gli Stati Uniti si apprestano a mettere in commercio una nuova  sostanza. Si tratta di Palcohol (da “pal” amico e alcol), il primo alcolico in polvere, che sarà in vendita già dal prossimo autunno. Sostanzialmente, consiste in alcol liofilizzato da diluire in acqua o succo di frutta. Ogni singola dose corrisponde, per quantità, al contenuto di una bustina di zucchero, dal valore energetico di circa 80 calorie. Allo stato attuale, sono previste due versioni: “V”, una polvere derivata dalla vodka, ed “R”, prodotta con il Rum.

Per sponsorizzare Palcohol, la società produttrice aveva, inizialmente, pubblicato un criticabile comunicato: “Cosa c’è di peggiore che andare ad un concerto o ad un evento sportivo e dover pagare 15 o 20 dollari per un cocktail? Prendete Palcohol e potrete gustare un drink per un prezzo molto più basso”. Dopo il via libera da parte del governo statunitense alla commercializzazione, l’annuncio è stato prontamente rimosso. Sulla pagina internet della Lipsmark, la società produttrice, adesso si raccomanda semplicemente di consumare il prodotto in modo “legale e responsabile”, avvertendo che le bustine non devono essere inalate. Tuttavia, la società annuncia inaspettati utilizzi anche in cucina, sul guacamole e nelle insalate. Nonostante le rassicurazioni e le esortazioni dell’azienda a consumare Palcohol in modo corretto, restano legittimi i dubbi e gli interrogativi su questo nuovo prodotto.

La preoccupazione principale è che l’utilizzo di Palcohol si diffonda con estrema facilità tra i giovani, per via della velocità e facilità di preparazione e per la sua economicità. Il pericolo è che diventi un modo troppo rapido per cercare stati di ebbrezza. La sostanza potrebbe rivelarsi molto dannosa per i ragazzi giovani che cercano nuovi modi per sballarsi sempre più in fretta e spendendo pochi soldi.

Come tutte le bevande alcoliche, anche Palcohol contiene etanolo, una molecola che penetra facilmente nei tessuti ed entra rapidamente nel flusso sanguigno per diffondersi in tutto l’organismo. Oltre a costituire un potente agente tumorale, crea dipendenza psicofisica e può alterare il comportamento in modo grave e spesso irreversibile. Le persone che fanno un uso eccessivo di alcol, solitamente, diventano tolleranti ai suoi effetti ed hanno bisogno di dosi sempre maggiori per ottenere l’effetto psicologico desiderato. L’improvvisa cessazione dell’uso della sostanza, spesso, produce una sindrome da astinenza e, se assunto in quantità eccessive, può portare al coma e alla morte. Anche gli effetti a breve termine non sono da sottovalutare, in quanto la sostanza crea perdita di attenzione, alterazione della percezione e riduzione della capacità di concentrazione. Pericolosissima risulta, pertanto, la guida in stato di ebbrezza. Ogni anno, solo in Europa, 7 mila persone perdono la vita sulle strade sotto effetto dell’alcol. La Commissione europea stima che, negli incidenti stradali, oltre un morto su quattro dei 26.200 registrati nel 2013, siano imputabili all'alcol.

Dal “Nuovo Quadro dei Servizi Cittadino – Analisi degli interventi realizzati sul territorio di Roma Capitale e dei risultati conseguiti dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze nell’ambito dei 21 mesi” emerge che il 42,51% degli utenti fruitori dei Servizi stanziali ha dichiarato di aver utilizzato alcol nel corso della vita. La Ricerca Minerva, contenuta nella “Relazione Annuale sullo stato delle tossicodipendenze nei Servizi erogati dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, edizione 2013”, ha intervistato un campione di 6.498 partecipanti. Tra gli intervistati, è stato riscontrato che il 40,3% si dichiara bevitore sociale (frequenza di consumo alcolico che va da 3/4 volte l’anno a 3/4 volte al mese), il 5,4% bevitore abituale (4/5 drinks in una sola occasione con frequenza di più di 8 episodi nell’ultimo mese) ed un 22,2% binge drinker (4 drinks per le donne, 5 drinks per gli uomini in una sola occasione con frequenza di 1-8 episodi nell’ultimo mese). All’interno del gruppo dei consumatori di alcolici, 4413 persone su un campione totale di 6498 partecipanti, quasi la metà (49,6%) ha ammesso di essersi ubriacato almeno una volta nella vita, mentre il 38,8% dichiara  di bere principalmente cocktails.

Un protocollo d’intesa, siglato tra il Tribunale di Roma e l’Amministrazione Capitolina, ha istituito il Lavoro di Pubblica Utilità per chi deve scontare una pena, risultato di un’infrazione al Codice della Strada, in base a quanto disposto dagli artt. 186 e 186 bis (guida in stato di ebbrezza) e/o 187 (guida sotto l’effetto di stupefacenti). In considerazione dell’elevato numero di segnalazioni di condanne ricevute dal Dipartimento Promozione Servizi Sociali e della Salute di Roma Capitale, l’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, nel mese di gennaio 2012, ha approvato e sottoscritto il Protocollo d’Intesa , finalizzato a sviluppare forme di partenariato, tese alla presa in carico di persone condannate dal Tribunale di Roma a svolgere un periodo di lavori di pubblica utilità. L’Agenzia ha messo pertanto a disposizione le proprie strutture, in quanto il Lavoro di Pubblica Utilità rappresenta  una valida alternativa alla pena pecuniaria e si configura, nel caso specifico dell’ACT, come attività altamente formativa nel campo della prevenzione e del disagio. Infatti, chi si ritrova ad aver commesso un reato, non solo può scontare la propria condanna fornendo una prestazione lavorativa, ma ha la possibilità di formarsi in modo attivo ed approfondito nel campo della prevenzione e della lotta alla dipendenza da alcol e/o da sostanze, dunque, proprio i motivi per i quali ha subìto il procedimento penale. Il percorso svolto in Agenzia consente, alle persone condannate, di migliorare in termini di benessere e in senso etico il proprio stile di vita, acquisire nuove competenze in ambito lavorativo, operando in un contesto altamente qualificante. Per sottolineare l’importanza di queste attività, l’Agenzia ha proposto una serie di testimonianze audiovisive che offrono un chiaro e vivo esempio di quanto il percorso sia positivo e formativo.