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KETAMINA: DA POTENTE ANESTETICO A PERICOLOSA DROGA

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La ketamina fu prodotta nel 1962 da una casa farmaceutica come sostituto della fenciclidina, della quale è un derivato, nella funzione di anestetico generale, per via degli effetti collaterali più contenuti e la minore  durata d’azione, di circa 45 minuti. Principalmente, venne utilizzata in ambito veterinario ma, in alcuni casi anche sull’uomo, come testimoniano le numerose operazioni chirurgiche per medicare i soldati statunitensi impegnati nella guerra del Vietnam. I gravi effetti sulla salute umana indussero i medici a sospenderne l’uso e dirottarne l’utilizzo esclusivamente sugli animali. Attualmente, questa sostanza viene adoperata per dopare i cavalli durante le corse clandestine, producendo gravissimi danni al sistema nervoso.

La ketamina è a tutti gli effetti un allucinogeno sintetico, ovvero prodotto chimicamente in laboratorio. Si presenta sotto forma liquida o di polvere biancastra la quale, dopo essere stata bollita, può essere inalata o assunta con iniezioni intramuscolari, ma può anche essere pressata in pastiglie, sola o mescolata ad altre sostanze, generalmente stimolanti. Nell’uomo sviluppa una tolleranza molto rapida e una forte dipendenza psichica, tanto da aver trovato largo uso come stupefacente. Nella classifica di pericolosità delle droghe, stilata dalla rivista medica “Lancet”, la ketamina si colloca al 6° posto.

 

La sua estrema pericolosità deriva dal fatto che causa una sensazione dissociativa e allucinogena, ponendo il consumatore in uno stato di rilassamento vegetativo. La ketamina, il cui prezzo di vendita è di circa venti volte superiore al costo di produzione, ha effetti di breve durata, ovvero di circa 50 minuti. Tra gli effetti a breve termine, si riscontrano dissociazioni psichiche con forti allucinazioni visive e auditive, definite di “pre-morte", ed una sensazione di separazione tra corpo e mente, con vista del proprio corpo dall’esterno e apparenti visioni del futuro. In tale stato, il coordinamento motorio è completamente assente. Nella fase di risveglio, è assai frequente provare eccitazione per sogni piacevoli o terrore per degli incubi vissuti, associati a sintomi di confusione mentale e comportamento irrazionale. Altri effetti sono l’aumento del battito cardiaco e della pressione arteriosa, convulsioni, depressione respiratoria e rischio di coma e morte. Non è raro, inoltre, un aumento del tono della muscolatura scheletrica, con comparsa di movimenti simili a convulsioni. Tra gli effetti a lungo termine, è stata evidenziata una riduzione delle capacità mnestiche, in particolare della memoria a breve termine. Inoltre, la ketamina è altamente dannosa per le donne in stato di gravidanza, per chi soffre di ipertensione arteriosa o altre patologie cardiache, disturbi psichici ed epilessia.

Dalla Ricerca Minerva, contenuta nella “Relazione Annuale sullo stato delle tossicodipendenze nei Servizi erogati dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, edizione 2013”, risulta che per quanto riguarda l’assunzione di droghe, solamente uno 0,9% degli intervistati dichiara di aver utilizzato ketamina nel corso dell’ultimo anno, pur essendo di facile reperibilità. Allarma però, tra la popolazione che ha dichiarato di aver consumato sostanze psicoattive, ovvero 276 persone su 6.792, quel 5,24% che ne ha fatto uso come prima sostanza stupefacente utilizzata nella vita. La pubblicazione “Nuovo Quadro dei Servizi Cittadino – Analisi degli interventi realizzati sul territorio di Roma Capitale e dei risultati conseguiti dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze nell’ambito dei 21 mesi” mostra che l’8,58% degli utenti tossicodipendenti attivi che hanno fruito dei Servizi stanziali dell’Agenzia, ovvero 86 su 1.002 totali, dichiara di aver utilizzato ketamina, nel corso della propria vita.