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IL TABACCO DANNEGGIA ANCHE LA COLONNA VERTEBRALE

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Che il tabacco sia dannoso per la salute umana è una verità ormai accertata, ma quando si parla dei danni connessi al fumo, si fa generalmente riferimento ai tumori, ai problemi cardiovascolari o all'invecchiamento precoce. Ora, però, una nuova ricerca ha evidenziato come il fumo di tabacco possa provocare danni seri anche alla colonna vertebrale, motivo, tra i tanti, del mal di schiena.

Una ricerca scientifica, condotta dall’Università Cattolica di Roma e dall’Università di Pittsburgh, afferma che il tabacco, oltre a cuore e polmoni, danneggia anche la colonna vertebrale. Il fumo di tabacco, infatti, contiene molte genotossine, capaci di provocare danni al DNA cellulare, le quali sarebbero la causa della degenerazione della colonna vertebrale e dei dischi intervertebrali, responsabili, questi ultimi, di numerose patologie croniche, come stenosi, radicolopatie, lombalgie e cervicalgie croniche.

I ricercatori hanno condotto gli esperimenti su due gruppi di cavie, uno sano e l’altro con problemi di riparazione del DNA, esponendoli a inalazione diretta del fumo di tabacco. Ogni giorno i topolini venivano esposti al fumo di quattro sigarette, per cinque giorni la settimana, per un totale di sette settimane. Anche se il secondo gruppo di topolini era, ovviamente, più soggetto a risentire del fumo, il primo gruppo mostrava, anch’esso, gravi segni di degenerazione ai dischi intervertebrali, perdendo parte della loro altezza e subendo un processo di invecchiamento precoce. Le degenerazioni indotte dal fumo, infatti, avevano caratteristiche simili nei due gruppi osservati, causando un aumento del 19% della porosità vertebrale e una riduzione del 61% del volume del tessuto osseo trabecolare. La deformazione dei dischi è risultata provocata, principalmente, da una riduzione della sintesi dei proteoglicani, che svolgono una funzione lubrificante tra i dischi. Inoltre, tale compromissione non risultava particolarmente accentuata nei topi con deficit genetico, dimostrando che la variazione genetica non riveste un ruolo causale significativo nel logoramento dei dischi intervertebrali.

Lo studio, pubblicato sulla rivista “The Spine Journal”, dimostra che il fumo di tabacco danneggia il Dna cellulare, alterando il sistema di autoriparazione dei tessuti. Infine, i topi più giovani risultavano dieci volte gravemente più colpiti dalla degenerazione dei dischi intervertebrali. Ciò a conferma di come fumare sia ancora più nocivo in età adolescenziale, quando le ossa sono ancora in fase di sviluppo.

Questa ricerca è in linea con quella effettuata dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, Istituzione di Roma Capitale. Dal Questionario Minerva, analizzato nell’ambito della “Relazione Annuale sullo stato delle tossicodipendenze nei Servizi erogati dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, edizione 2013”, emerge che, nonostante l’86,9% degli intervistati dichiari di essere a conoscenza dei danni provocati dal tabacco, il 60% di questa percentuale riconduce gli effetti negativi a malattie come il cancro o i disturbi cardiovascolari, mentre ulteriori danni, come questo comprovato alla colonna vertebrale, non vengono assolutamente presi in considerazione.