- reset +
Members Login

Home

QAT: UNA DROGA DA MASTICARE

PDFStampaE-mail

Il Qat o Khat (Catha Edulis)  è una pianta che cresce soprattutto nella penisola Arabica (Yemen) e in alcuni Stati dell’Africa (Etiopia, Sudan, Kenya).  Si tratta di un arbusto alto circa 3 metri di altezza con foglie lucide che, nel tempo, assumono un colore giallo-verdastro ed emanano un cattivo odore. Il Qat è una sostanza di natura anfetaminica a spiccato effetto psicotropo, euforizzante e reprimente lo stimolo della fame, oltre ad un notevole effetto analgesico, crea una forte dipendenza e il suo utilizzo smisurato porta, come per molti stimolanti, all’effetto opposto:  la depressione.

Tale sostanza viene utilizzata regolarmente da larghissima parte della popolazione del Corno d’Africa e del Medioriente. Presso queste popolazioni riveste un enorme significato sociale, venendo accettata come parte integrante della vita quotidiana.  A livello economico, il Qat ha una portata rilevante in molte economie nazionali, tra cui quella dello Yemen che, fino a qualche tempo fa, vedeva nel caffè il prodotto “nazionale” per eccellenza: infatti, il nome del Porto di Moka, da cui partivano i carichi di caffè, diventò famosissimo proprio perché legato a questa bevanda. Negli ultimi anni, dato il controllo della criminalità organizzata sulle terre coltivabili, il Qat ha sostituito il caffè come principale coltivazione. Ad oggi, infatti, La diffusione è così ampia che due terzi delle terre coltivabili nello Yemen sono occupati da piantagioni di Qat, con lo sfruttamento di più della metà delle riserve nazionali d’acqua, ai fini della sua irrigazione. Poiché la maggior parte delle risorse idriche, gestite dalla criminalità organizzata, sono impiegate nella produzione di droga, gran parte della popolazione non dispone di acqua potabile per uso domestico.

Il Qat è più potente delle foglie di coca e la durata dell’effetto è di circa novanta minuti. Masticare questa pianta crea danni irreversibili all’organismo: ipertensione, insonnia e gastriti sono solo gli effetti a brevi termine. Come è facilmente intuibile, la continua masticazione causa anche il danneggiamento di denti e gengive che assumono, a distanza di tempo, un colorito verdastro. La permanente sollecitazione irritante delle mucose orali e del tessuto esofageo produce, come effetto a lungo termine, un aumento di frequenza di carcinomi orali, anche a causa dei veleni e degli anticrittogamici che vengono usati abbondantemente dai coltivatori e dai trafficanti. Il consumo del Qat è anche evidenziato dalle deformazioni delle guance dei masticatori abituali, per effetto dell'attività masticatoria e della trattenuta del bolo: la tipica guancia rigonfia dei consumatori, nelle zone in cui è prodotto, attira l'attenzione dei visitatori poco abituati a tale immagine.

Lo stupefacente è contenuto nei germogli vicino alla cima della pianta che, se masticati, sprigionano un principio chiamato cathinone, il quale provoca effetti simili a quelli dell’anfetamina. Dopo il raccolto, il principio  del cathinone resta attivo nelle foglie solo per la durata di un giorno, anche se, ad ogni modo, alcuni tipi di trattamento e di conservazione ne permettono il consumo a 3-4 giorni dalla raccolta.  Per mantenerne gli effetti, quindi, il Qat viene masticato fresco, appena tagliato. La filiera del traffico di questa droga si completa, pertanto, nell’arco della stessa giornata: raccolto al mattino, viene spedito per via aerea e spacciato di notte.

Dal Qat è stato creato anche un derivato sintetico, noto come metcatinone, molto usato in Russia negli anni ’80 e diffusosi poi in tutta Europa. A differenza del Qat tradizionale, questa droga è sniffata o fumata e, anche nel caso dei derivati chimici, gli effetti sulla salute, in particolare su cuore e cervello, sono intensi e devastanti. Spesso il metcatinone viene venduto a consumatori poco esperti nel riconoscimento delle sostanze, tanto da confonderlo addirittura con la cocaina.