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GIOVANI E ALCOL: L’ASSURDA MODA DELLA NEK NOMINATION

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L’ultimo folle gioco che, nei primi mesi del 2014, ha preso piede sui  social network a livello globale è la nek nomination. Le regole sono semplici e le conseguenze devastanti: dopo essersi attaccati al collo (neck, in inglese) della bottiglia, si posta in Rete il video della propria bevuta e si sfida un amico (nomination) a inventarsene e metterne in pratica una ancora più estrema. Se entro 24 ore il nominato non risponderà alla sfida, la pena sarà l’umiliazione.

Il gioco è nato nel Regno Unito, quando Ross Samson, giocatore professionista di rugby dei London Scottish, il quale vanta anche presenze con la prestigiosissima selezione ad invito dei Barbarians, nel giorno di Natale ha dato il via alla moda, pubblicando un video in cui beveva una birra tutta d’un fiato e nominando "tutti voi che non siete nati oggi.".

Ora Ross è pentito del suo gesto, dichiara che non sarebbe dovuta andare così, che la cosa ha preso una piega incontrollata (e incontrollabile) che lui non aveva previsto e mai si sarebbe augurato. Infatti, per alcuni gli effetti di questo “gioco” sono stati fatali, sia per la quantità di alcol che si è spinti a ingerire, sia perché, a seguito della sua diffusione virale, le regole del gioco si sono modificate e i "nominati" sono stati chiamati ad effettuare la bevuta in modalità ancora più estreme - ad esempio ingerendo birra dal water  mentre facevano la verticale,  tracannando bicchieri di vodka con, all’interno, pesci rossi vivi o, peggio ancora, facendo frullati di gin e cibo per cani, piuttosto che gin con un topo morto - a cui devono seguire delle bravate compiute sotto l’effetto di ciò che si è bevuto.

 

A causa di queste variazioni il gioco è diventato ancor più pericoloso. Infatti, detiene già il triste primato di dieci vittime nel primo trimestre del 2014: 5 in Australia, dove è nato all’inizio dell’anno, 2 in Irlanda e 3 in Inghilterra, solo nel mese di febbraio. Un ragazzo di diciannove anni è morto a Dublino mentre cercava di attraversare a nuoto, ubriaco, un torrente gelato. Un altro per coma etilico. Il fenomeno è giunto anche in Italia, dove già ha portato un adolescente di Agrigento al coma etilico.

Tra i più accaniti sostenitori di questo assurdo “passatempo”, si trova una netta maggioranza di giovani al di sotto dei 30 anni, tra cui anche ragazzi che si sono appena affacciati all’età della pubertà. Tali dati sono in sintonia con quelli raccolti attraverso la ricerca “Minerva”, ideata e condotta dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze in collaborazione con l’Università “Sapienza” di Roma. Tra i giovani romani di età compresa tra i 14 e i 30, che hanno beneficiato dei Servizi di prevenzione e promozione di stili di vita sani nell’anno 2013, infatti, il primo contatto con la sostanza è avvenuto, in media, intorno ai 14 anni.  I bevitori abituali hanno dichiarato di aver preso la prima sbornia in un’età più precoce (14,34 anni) rispetto ai bingedrinkers (14,87 anni), ossia quei bevitori che consumano alcol al solo scopo di ubriacarsi velocemente, e ai bevitori sociali (15,04 anni). Per quanto riguarda la distribuzione in fasce di età, troviamo una maggior presenza di non bevitori tra i ragazzi di età compresa tra i 14 e 15 anni (43,1%), mentre, tra i 16-17enni, è emerso il maggior numero di bevitori sociali (43,6%). Tra i più grandi (18-30 anni) si è riscontrata la presenza più rilevante di bingedrinkers (26,7%) e bevitori abituali (10,8%). Gli intervistati hanno dichiarato di bere, soprattutto, per abbassare i freni inibitori e fare amicizia. Tra gli effetti positivi attribuiti all’alcol sono emersi, infatti, disinibizione (62%), maggiore capacità di socializzazione (27%), divertimento (6%) e, infine, rilassamento (5%).

Fortunatamente, molti ragazzi, tra cui anche artisti e personaggi famosi, hanno deciso di spezzare la folle catena avviata da Samson e, grazie alla propria creatività e al proprio coraggio, hanno risposto alla nomination leggendo passi di libri, bevendo bibite analcoliche, inventando indovinelli o rebus, cantando canzoni. In tal modo, hanno dimostrato che avere cura di sé e del proprio benessere può essere molto più stimolante e costruttivo, oltre al fatto che esistono modi più sani per socializzare e mettersi in luce con i propri coetanei.