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LA CANNABIS PUO’ PROVOCARE IL CANCRO AI TESTICOLI

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Una ricerca, condotta dalla Società Italiana di Andrologia (Sia), Società Italiana di Sessuologia Medica (Siams) e Società Italiana di Urologia (Siu), evidenzia come l’uso di sostanze stupefacenti ed alcoliche in età adolescenziale possa determinare la riduzione del volume dei testicoli. Questa allarmante scoperta emerge dall’analisi dei dati raccolti, attraverso visite specialistiche su un campione di ragazzi scelti all’interno degli Istituti di Istruzione Superiore ed interessa il 14% delle persone sottoposte a visita specialistica. Inoltre, un’ulteriore ricerca condotta dalla University of Southern California, pubblicata sull’autorevole rivista Cancer, conferma proprio il legame esistente tra l’uso di cannabis e l’aumento del rischio di cancro ai testicoli. A conferma di tali tesi, si inserisce anche un’ulteriore attività di screening del Dipartimento Politiche Antidroga che, attraverso l’analisi storica dell’uso di droghe su persone con tumore ai testicoli, evidenzia come chi usa cannabis abbia una probabilità doppia, rispetto a coloro che non utilizzano droghe, di contrarre sottotipi di cancro ai testicoli, chiamati non-seminomi, e tumori misti alla cellule germinali.

I risultati delle ricerche scientifiche suggeriscono che i potenziali effetti cancerogeni della cannabis sulle cellule testicolari debbano essere presi seriamente in considerazione, non solo nel dibattito sull'uso ricreativo della droga, ma anche in quello sull’uso degli stessi, in giovani pazienti, per scopo terapeutico.

Per rendere i giovani edotti in merito a tali assunzioni di rischio, a fronte della reiterazione dei comportamenti di assunzione di cannabinoidi, appare fondamentale una corretta campagna di educazione sessuale, specialmente nelle scuole, accompagnata anche da una capillare attività di prevenzione sull’uso delle droghe stesse.

A dispetto del luogo comune sulla sovrabbondanza di notizie in materia, gli adolescenti coinvolti attraverso le attività di prevenzione dimostrano sempre un grande interesse verso tali tematiche ed, in particolar modo, richiedono maggiori informazioni sui danni che possono provocare gli stupefacenti, comprese le conseguenze sul sistema riproduttivo e, in genere, sulla sfera sessuale. A tal riguardo, dai dati raccolti attraverso il Questionario Minerva, contenuti nella “Relazione Annuale sullo stato delle tossicodipendenze nei Servizi erogati dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, edizione 2013”, emerge che un quinto del campione intervistato (21%) pensa che i cannabinoidi producano, addirittura, effetti positivi sulla salute.

Appare significativa, quindi, l'estrema pericolosità, soprattutto in età adolescenziale, insita nell’uso di cannabis, erroneamente ritenuta innocua, e di quanto  ancora poco la popolazione giovanile ne conosca diffusamente gli effetti deleteri. È necessario, quindi, anche attraverso una diffusa prevenzione scolastica, informare i giovani sugli effetti negativi dei cannabinoidi sulla salute, i quali spesso vengono ingannati da informazioni superficiali e fuorvianti.