- reset +
Members Login

Home

SHABOO: UNA DEVASTANTE DROGA DALLE FILIPPINE

PDFStampaE-mail

Lo Shaboo, noto anche come Crystal Meth, è una metamfetamina, ossia una droga sintetica, simile, nella forma, al sale grosso da cucina e composto da frammenti di cristalli, ognuno dei quali ha una potenza dieci volte più devastante rispetto alla cocaina. Si tratta di un prodotto chimico altamente pericoloso che crea forte dipendenza e che agisce, in primo luogo, come stimolante, dando una forte sensazione di energia, iperattività e impeto di fiducia che, poi, distrugge sistematicamente l’intero organismo. Gli effetti dello Shaboo sono associati a gravi peggioramenti della condizione di salute, sia fisica che psichica, manifestantesi in perdita di memoria, aggressività, comportamento psicotico e danni irreversibili a cuore e cervello. Come per tutte le amfetamine, in virtù di alcuni effetti specifici come la capacità di eliminare la naturale percezione della fatica e  della stanchezza anche per 14-16 ore di fila, lo Shaboo è una droga che viene spesso utilizzata in contesti con ritmi frenetici, come condizioni di lavoro estremamente stressanti oppure feste al limite, come i rave party.

Lo Shaboo, sintetizzato per la prima volta in Giappone nel 1893, è assai diffuso tra Filippine e Thailandia, tanto da venir considerato, sino a pochi anni fa, «la droga dei filippini», in quanto il suo uso era limitato alla cerchia ristretta della comunità orientale.  Se inizialmente era prodotto e consumato solo nelle Filippine, negli ultimi dieci anni, sono sorti nuovi laboratori in Repubblica Ceca e il relativo consumo si è esteso in Nord Europa, facendo registrare diversi sequestri, seppur non ingenti per quantità, anche in Italia. Questa droga sintetica giunge in territorio italiano, principalmente, attraverso gli scali aerei poiché è estremamente complicato intercettare lo Shaboo, essendo questo inodore.

 

 

 

 

Le modalità di assunzione sono mutate anche a seconda dell’etnia dei consumatori: mentre i filippini inalano i vapori della sostanza dopo averla scaldata, gli italiani preferiscono scioglierla in acqua. Le forze  dell’ordine, in due diverse operazioni, hanno già smantellato reti criminali, di nazionalità filippina e cinese, che ne gestivano il traffico nel settentrione. Inoltre, nel 2010, un ragazzo di 19 anni è deceduto, fuori da un locale, dopo aver consumato un mix micidiale di Shaboo e ketamina.

Dall’analisi dei dati mondiali, la produzione di Shaboo appare in crescita, così come il consumo. Il segnale più preoccupante è il progressivo abbassamento dei prezzi, indice della penetrazione del prodotto sul mercato delle droghe: la dose standard, di appena un decimo di grammo, è venduta sui 25-30 euro.

Secondo quanto emerge dalle attività delle forze dell’ordine, si registra un progressivo aumento della diffusione di tale sostanza all’interno del territorio capitolino. Tali dati, riflettono quanto emerso anche attraverso la Ricerca Minerva, condotta dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, Istituzione di Roma Capitale, e contenuta nella “Relazione Annuale sullo stato delle Tossicodipendenze nei Servizi erogati dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, edizione 2013”. Su un campione di 6.792 soggetti, tra coloro che hanno assunto sostanze psicoattive, emerge che il 9,2% degli intervistati dichiara di essere venuto a contatto con lo Shaboo, soprattutto nelle fasce di età trai 14 ed i 18 anni. Data la pericolosità di tale sostanza e delle droghe in genere, è quanto più doveroso procedere con un’attività di informazione e prevenzione capillare cosi da fare in modo che le sostanze stupefacenti possano permeare sempre meno l’universo giovanile e, più in generale, la nostra società.