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L’importanza delle relazioni di fiducia nei genitori nella lotta alla tossicodipendenza

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Il sistema degli affetti familiari può condizionare significativamente lo strutturarsi del fenomeno della tossicodipendenza. L’importanza di ricostruire la storia emotiva della famiglia del tossicodipendente permette di conferire un senso al disagio vissuto dalla persona e di individuare le carenze subite che, nel tempo, hanno permesso l’insorgere della dipendenza da sostanze.

La struttura familiare può essere alla base di alcuni tratti caratteristici della personalità del tossicodipendente come la profonda insicurezza, le difficoltà di identificazione, la mancanza di autonomia e lo scarso sentimento di stima di se. Generalmente, la famiglia con un componente tossicodipendente si caratterizza dall’avere uno dei due genitori significativamente più coinvolto, rispetto alla problematica, attraverso numerose preoccupazioni, attenzioni e l’assunzione di atteggiamenti protettivi. Questi atteggiamenti bloccano il normale sviluppo della persona portandola a non esplorare il mondo esterno, ad instaurare un rapporto simbiotico con chi la protegge e ad estromettere l’altro genitore dal rapporto, avversandolo quasi come un nemico. Questo tipo di relazione, basata sulla mutua sussistenza tra il genitore ed il tossicomane, rompe la struttura tradizionale della famiglia a tre elementi con notevoli ripercussioni sull’equilibrio e l’armonia della vita quotidiana.

Inoltre, questo tipo di relazione problematica si acuisce con l’avvicinarsi del periodo in cui, generalmente, avviene l’uscita dal nucleo familiare, con il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Infatti, non è un caso che le persone maggiormente a rischio siano quelle tra i 16 ed i 20 anni: l’adolescenza si caratterizza proprio per il manifestarsi di bisogni sia di dipendenza che di autonomia rispetto ai genitori. Con il passaggio all’età adulta, la famiglia si trasforma e si ri-adegua alla nuova struttura, con le sue funzioni: bloccando gli istinti di fuoriuscita dalla famiglia del figlio adolescente, si sviluppa il rischio concreto che questo ricorra all’uso di sostanze, quindi alla tossicodipendenza, come forma di protesta ed emancipazione, una sorta di ribellione alla non-separazione “imposta” dal genitore.

 

Alla luce di questo, occorre che i genitori favoriscano il processo di crescita e maturazione dei figli affinchè questi non arrivino a compensare la mancanza di relazioni familiari sane con l’uso di sostanze stupefacenti. Molto spesso, i genitori pensano che, dismettendo il ruolo e le responsabilità di genitore e ponendosi come un adolescente nei confronti del figlio, questo possa ascoltarlo o seguirlo in quanto “amico”. In realtà, l’unico risultato che si ottiene è la privazione, nei confronti dell’adolescente, di un punto di riferimento sicuro ed affidabile come quello del genitore. Presi dalla volontà di minimizzare le occasioni di conflitto con i figli, i genitori non assolvono al ruolo di accoglimento e risoluzione delle ansie e delle paure dei figli durante la crescita, non permettendo l’occasione per sviluppare la sicurezza e la fiducia in se stessi, condizioni necessarie per potersi separare dalla famiglia.  La famiglia del tossicodipendente non riesce a garantire questo processo di svincolo del figlio perché le relazioni tra le componenti non sono adeguatamente differenziate e bilanciate. In questo modo, la sostanza diventa quell’elemento illusorio in grado di dare alla persona un senso di libertà e di emancipazione che lo porta a pensare di essere cresciuto e di aver iniziato a vivere.

Dai dati raccolti, per l’annualità 2013 all’interno della Ricerca Minerva, condotta in collaborazione con l’Università “Sapienza” di Roma – Facoltà di Medicina e Psicologia attraverso la somministrazione di 6.792 Questionari e 1.103 “Schede di primo contatto”, emergono le seguenti relazioni di fiducia tra genitori e figli, suddivise per tipologia di sostanza:

Tabacco. Nel nostro campione sono emerse differenze significative tra non fumatori di sigarette, fumatori di tabacco occasionali e abituali, rispetto alla relazione di fiducia con il padre e la madre. Infatti, il gruppo dei non fumatori mostra punteggi superiori di fiducia, seguiti dal gruppo dei fumatori occasionali e abituali. La differenza significativa si rileva soprattutto tra consumatori di tabacco abituali e non fumatori.

Alcol. Nel nostro campione sono emerse differenze significative tra non bevitori, bevitori sociali, binge drinkers e bevitori abituali. Infatti, il gruppo dei non bevitori mostra punteggi superiori di fiducia verso la madre, seguito dal gruppo dei bevitori sociali, dai binge drinkers e, infine, dai bevitori abituali. I dati indicano che è la categoria di coloro che assumono abitualmente alcol che si differenzia significativamente dagli altri gruppi rispetto alla relazione di fiducia con la madre. Inoltre, il gruppo dei bevitori abituali riporta punteggi significativamente inferiori di fiducia verso il padre rispetto agli altri gruppi.

Cannabinoidi. Nel nostro campione si sono evidenziate differenze significative tra non consumatori di cannabinoidi, consumatori abituali e occasionali, rispetto alla relazione di fiducia con la madre. Infatti, il gruppo dei non fumatori di hashish/marijuana mostra punteggi superiori di fiducia verso la madre, seguito dal gruppo dei consumatori occasionali e poi dai consumatori abituali. Si osservano differenze significative tra i fumatori abituali di cannabinoidi e le altre due categorie, mentre i consumatori occasionali e i non fumatori non si differenziano tra loro si rispetto alla relazione di fiducia con la madre. Per quanto riguarda le relazioni di fiducia con il padre, il gruppo dei non fumatori di hashish/marijuana mostra punteggi significativamente superiori di fiducia verso il padre, mentre i consumatori abituali riportano valori significativamente inferiori rispetto agli altri gruppi.

Sostanze stupefacenti. Nel nostro campione sono emerse differenze significative tra non consumatori di sostanze stupefacenti, consumatori occasionali e abituali rispetto alla relazione di fiducia con la madre. Infatti, il gruppo dei non consumatori mostra punteggi significativamente superiori di fiducia verso la madre ed il padre rispetto ai gruppi dei consumatori occasionali e degli abituali, che non si differenziano molto tra di loro.

Si capisce, quindi, l’importanza che riveste la fiducia nei propri genitori rispetto all’insorgere dell’uso di sostanze. A tal proposito, occorre che la famiglia fornisca agli adolescenti dei punti di riferimento chiari e sicuri, in grado di permettere l’identificazione dello stesso con il ruolo sociale che dovrà ricoprire nonché sperimentarsi in un ambiente protetto dove poter crescere in maniera sana e libera da ogni dipendenza.