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LE DROGHE E LO SPORT

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Sin dall’antichità, ogni società ha fatto uso di diverse sostanze per attenuare l'ansia, il dolore, oppure per esaltare alcune emozioni. Agli inizi del XX secolo si è assistito ad un progressivo cambiamento nei comportamenti d’uso di tali sostanze che, da fenomeno circoscritto, hanno visto una generale massificazione, divenendo potenzialmente alla portata di un bacino sempre più ampio di “utilizzatori”. La consapevolezza in merito a cosa siano le droghe e sugli effetti che esse producono, però, non ha impedito che queste, naturali o sintetiche che siano, invadessero il campo di un numero sempre maggiore di situazioni quotidiane, come ad esempio lo sport.

Lo Sport viene definito come l'insieme di tutte quelle attività fisiche per fini salutistici, formativi, ricreativi e competitivi ma, nonostante ciò, questo mondo viene spesso coinvolto in situazioni dove la presenza di droga è un’amara realtà. In ambito sportivo questo fenomeno prende il nome di doping. L'origine del nome è controversa: per alcuni proviene dal fiammingo “doop” che  significa miscela, mistura; per altri, invece, deriva dal linguaggio sudafricano in cui il “dope” è una bevanda alcolica usata come stimolante nelle danze e riti primordiali. Il termine doping si è diffuso  all'inizio del 1900, negli ippodromi, per indicare la stimolazione illecita degli animali durante le gare. Il termine è stato esteso, poi, anche nei confronti degli uomini in campo sportivo per indicare l'uso di sostanze illecite proibite dalle autorità sportive, sia a livello nazionale che internazionale, perchè in grado di accrescere artificiosamente le prestazioni e l'efficienza agonistica, diminuendo la fatica e aumentando le capacità. L'Italia è stata tra le prime nazioni a preoccuparsi del problema: nel 1971 venne emanata una legge che puniva l'uso di sostanze illecite agli atleti e condannava chi le forniva e, in concomitanza, il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) rendeva noto un elenco di sostanze proibite, che annualmente viene aggiornato. Le sostanze vietate si dividono in 5 categorie:

 

  • Stimolanti: fecero la loro comparsa nel dopoguerra ed ebbero larga diffusione in alcuni sport di resistenza durante gli anni Sessanta. Sono una categoria molto vasta che si suddivide in stimolanti forti, tra i quali i più noti sono le anfetamine e i loro derivati, la cocaina, il bambuterolo e stimolanti blandi, tra cui la caffeina, l’efedrina, i beta 2 agonisti. Le anfetamine, per esempio, vengono utilizzate perché favoriscono l’irrorazione sanguigna dei muscoli scheletrici; fanno aumentare la concentrazione, l’aggressività e lo spirito agonistico, migliorano la resistenza allo sforzo e riducono la sensazione di stanchezza. Gli effetti collaterali di queste sostanze, che danno dipendenza e assuefazione, sono a carico del sistema nervoso: disturbi del sonno, stato depressivo, inappetenza, mancanza di spirito auto critico.
  • Narcotici e analgesici: morfina, eroina, metadone e pentazocina. Sono sostanze, derivate dall’oppio, usate in medicina a scopo terapeutico in casi molto gravi, per la loro azione antidolorifica, calmante e rilassante. Queste vengono ricercate dai lottatori e dai pugili, perché riducono le sensazioni di dolore e danno un temporaneo stato di euforia. L’effetto più grave di queste sostanze è la tossicodipendenza; altre conseguenze sono disturbi gastrointestinali, vertigini, sonnolenza e difficoltà respiratorie.
  • Steroidi anabolizzanti: nandrolone, ossandrolone, deidroepiandrosterone. Sono derivati sintetici del testosterone, ormone sessuale maschile prodotto nei testicoli e responsabile delle modifiche tipiche della differenziazione sessuale e dello sviluppo dei tessuti nell’adolescenza e nell’età adulta del maschio. Questi composti sintetici incrementano la massa muscolare e la forza. Tra gli effetti collaterali, in particolare tra i giovani, possiamo evidenziare: danni all’apparato sessuale e danni al normale processo di crescita, sia fisico che psicologico. Nelle donne, l’effetto più vistoso è la virilizzazione, per cui le atlete perdono i tratti tipici della femminilità.
  • Diuretici: sono farmaci che favoriscono l’eliminazione di liquidi attraverso l'urina e vengono utilizzati in medicina per il trattamento di gravi malattie del cuore, del fegato e dei reni. Vengono ricercate dai pugili e da altri atleti di sport con categorie di peso, perché queste sostanze permettono di rientrare velocemente nei limiti imposti da una categoria. Provocano grave disidratazione e difficoltà nella termoregolazione.
  • Ormoni peptidici: sono sostanze naturali che hanno la funzione di messaggeri all’interno dell’organismo, per indurre la produzione di altri ormoni. Di diversi tipi, sono stati scoperti nella metà degli anni Ottanta e da circa un decennio sono stati inseriti dal CIO nella categoria delle sostanze proibite. Appartengono a questa categoria la somatotropina (GH) e l’eritropoietina. L’ormone GH è meglio conosciuto come “ormone della crescita” in quanto la sua assunzione determina un aumento abnorme dello scheletro.

 

 

Dove prima era presente un onesto impegno nel guadagnarsi i propri miglioramenti sportivi, con il doping si instaura una dipendenza mentale. Dove prevaleva la soddisfazione per i risultati gradualmente costruiti nel tempo, grazie a un serio e ponderato allenamento, il doping fa subentrare la tensione e l'ansia causate dalla crescente ossessione di prevalere e vincere ad ogni costo. Questo è causato dalla formazione di sostanze neurochimiche, come le encefaline, che prendono il posto delle endorfine, benefiche, piacevoli e generate dalla stessa attività fisica quando è davvero libera, soddisfacente e divertente.

 

La ricerca di un piacere artificiale è frutto del disagio della persona che, pur avendo il bisogno di esprimersi, non trova stimoli, spazi e momenti idonei a trasformare e canalizzare questa carica potenziale in attività positive. Per questo motivo, occorre sviluppare una rete di luoghi di aggregazione giovanile che permettano la promozione dell’agio, come alternativa al disagio, e degli stili di vita sani. A tale scopo, l’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, Istituzione di Roma Capitale, ha attivato due Servizi di Promozione di stili di vita sani: la Comunità Giovanile - sita in via Grottaperfetta, 610 – ed il Servizio di Prevenzione dei comportamenti a rischio e promozione di stili di vita sani – in via Ventura, 60. Per la peculiarità delle attività svolte e per l’entusiasmo dei giovani coinvolti, il 2013 ha registrato un vero e proprio boom di contatti per questi Servizi: i Servizi di Promozione di stili di vita sani, infatti, hanno migliorato del 19,1% il risultato raggiunto lo scorso anno, registrando 3.027 contatti in più. Mentre nel 2012 i contatti registrati sono stati 15.827, 9.827 (+163,8%) in più rispetto all’obiettivo fissato dalla convenzione, nel 2013 sono stati registrati 21.854 contatti, 12.854 (+142,8%) in più rispetto all’obiettivo fissato dalla convenzione.