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COSA SONO GLI ALCOPOP?

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Si chiamano Alcopop o Premix e sono quelle bevande appartenenti alla categoria dei liquidi accessori o complementari, non classificabili all’interno dei 7 gruppi fondamentali degli alimenti elaborati grazie alla collaborazione tra INRAN - Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione - e SINU - Società Nutrizione Umana. Si tratta, dunque, di bevande alcoliche a tutti gli effetti perché contengono alcol etilico, in una percentuale variabile tra il 5 ed 7% del loro volume. Tali miscelati, possono essere classificati in tre categorie:

- Alcopop ottenuti dalla fermentazione del malto e successiva aggiunta di succhi di frutta e/o aromi naturali;

- Alcopop contenenti vino e, successivamente, addizionati con succhi di frutta e/o aromi naturali;

- Alcopop a base di alcol distillato e succhi di frutta e/o aromi naturali.

Inoltre, sono immessi sul mercato sotto forma di bottigliette o lattine, presentati in maniera accattivante e vistosa, e possono essere acquistati anche a buon mercato. Il target di riferimento, infatti, è proprio quello dei giovani e giovanissimi, particolarmente apprezzati soprattutto dal genere femminile per il loro gusto dolciastro e per l’aroma di frutta. È stato calcolato che nel 2002, anno del loro ingresso sul mercato italiano, siano state vendute circa 39 milioni di confezioni e che, tra queste, quasi 10 milioni di bottiglie siano state consumate da giovani di età inferiore ai 18 anni, aggirando quanto stabilito dalla legge che vieta la vendita ed il consumo di bevande alcoliche ai minori. Quelli più diffusi in Italia sono a base di vodka o rum, mentre negli Stati Uniti sono di “moda” le birre aromatizzate o dolcificate. L’intento è quello di sostituire bevande tradizionali, come birra e vino, non molto apprezzate tra i giovanissimi, o superalcolici, considerati “troppo pesanti” dai produttori, con gli Alcopop.

In realtà, gli Alcopop rappresentano un pericolo per i giovani, in quanto possono essere iniziatori al consumo di alcol sempre più precocemente, a causa della bassa gradazione alcolica, andando così ad aumentare il rischio di dipendenza da alcol (etilismo, binge drinking, alcolismo) nell’età adulta. Questo rischio va in controtendenza rispetto alla volontà del legislatore che intende tutelare la salute dei minori dall’esposizione ai rischi di ciascuna sostanza. Infatti, con la risoluzione 18512/13, il Ministero dello Sviluppo Economico ha specificato che negozi e bar non possono, in generale, «fornire» bevande alcoliche ad un minorenne. Il d.l. n. 158/2012 ha introdotto, a integrazione della legge quadro in materia di alcol e di problemi correlati (legge n. 125/2001), l’obbligo, per chi vende bevande alcoliche, di informarsi sulla maggiore età dell’acquirente, prevedendo una sanzione amministrativa per chi le vende a soggetti minorenni. Inoltre, l’art. 689 del Codice Penale punisce i titolari di bar e ristoranti che somministrano bevande alcoliche alle persone con meno di 16 anni.

Chiarito che non possa esserci alcuna differenza tra il mettere a disposizione del cliente minore di età la bevanda alcolica al bar o nel negozio, quindi tra somministrazione e vendita, il Ministero specifica che la somministrazione, cioè la vendita per il consumo sul posto, costituisce un reato se coinvolge i minori di 16 anni mentre è illecito amministrativo se coinvolge persone di età compresa tra i 16 ed i 18 anni. Inoltre, è sempre prevista una sanzione amministrativa nel caso di vendita di alcolici per asporto ai minori di qualsiasi età.

Dall’analisi dei dati, relativi all’uso di alcol, condotta sulla popolazione giovanile di Roma Capitale attraverso la ricerca “Minerva”, emerge che il 68,4% dei giovani di età compresa tra i 14 e i 16 anni, dichiara di essere a conoscenza dei danni provocati da tale sostanza e solo il 18,5% gli attribuisce attribuisce effetti positivi. Nonostante questi dati, possiamo percepire che gli Alcopop, dato il loro packaging e il gusto dolciastro, vengano considerati, dai giovanissimi, quasi come bibite non alcoliche, con il rischio di sottovalutarne i pericoli. Questi, infatti, tendono ad un maggior consumo di tali bevande, perdendo di vista la quantità di alcol effettivamente ingerita ed i pericoli ad esso correlati: sia da un punto di vista psicofisico, sia da un punto di vista puramente legale.

Per fronteggiare questo pericolo sono state introdotte numerose misure, come le tasse sulle bevande edulcorate. Anche se hanno prodotto riduzioni dal punto di vista dei volumi venduti, conseguenza dell’aumento dei prezzi per ciascuna bottiglia, appare evidente che, ad oggi, non si possa abbassare la guardia sotto il profilo della prevenzione. Infatti, l’unico modo per contrastare efficacemente i rischi dell’alcol è quello di educare ad un corretto rapporto con tali bevande, affinché si possa vivere la propria vita in maniera non alterata.