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LE SOSTANZE ALLUCINOGENE: COSA SONO E COME AGISCONO SUL SISTEMA NERVOSO

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Con il termine “allucinogeno”, s’intende qualsiasi sostanza di origine naturale o sintetica che, agendo a livello delle percezioni sensoriali, causa alterazioni tra cui, la più significativa, è l'allucinazione.  Queste sostanze provocano distorsioni profonde della realtà e repentini sbalzi d’umore, che oscillano da stati di euforia a sensazioni di offuscamento della percezione di sé e della realtà circostante.

Gli allucinogeni sono suddivisi in due specifiche classi che differiscono in base alle caratteristiche strutturali delle sostanze: la prima è legata alla Dietilamide dell’Acido Lisergico (LSD) e comprende gli alcaloidi indolici, strutturalmente simili al neurotrasmettitore della serotonina; la seconda è costituita dalle feniletilamine, di cui la MDA (metilendiossianfetamina) e l’MDMA (metilendiossimetanfetamina) sono le più conosciute, nonostante quest’ultima sia maggiormente nota come “Ecstasy. Il meccanismo d’azione degli allucinogeni dipende dall’interazione che essi hanno con i “mediatori chimici” - adrenalina, istamina e serotonina – con cui condividono una forte affinità strutturale. In particolare, l’LSD agisce sul sistema serotoninergico inducendo sintomi psicotici che possono durare anche per diverse settimane. L’MDMA agisce stimolando il sistema nervoso centrale generando stati di euforia, senso di felicità, illusione di legami emotivi con oggetti o persone sconosciute e lieve perdita di controllo muscolare.

 

 

Gli effetti delle droghe differiscono da persona a persona e variano, per durata e intensità, a seconda del tipo di sostanza, nonché della qualità e della modalità di assunzione. Generalmente, gli effetti più comuni ed eclatanti si riconducono a cambiamenti nel pensiero, nella percezione e nell’umore, mentre si riscontrano effetti minori nell’efficienza intellettuale o della memoria e nel sistema nervoso autonomo. Nonostante le significative alterazioni psico-fisiche, la letteratura scientifica riscontra l’assenza di dipendenza fisica e di disturbi legati all’astinenza da tali sostanze. Gli effetti fisici, psicologici e comportamentali provocati dall'assunzione di allucinogeni, si possono identificare in:

 

 

-                SINTOMI SOMATICI: vertigini, tremori, nausea, sonnolenza, visione offuscata, aumento del battito cardiaco, della pressione sanguigna e della temperatura corporea, diminuzione dell’appetito, scarsa coordinazione motoria e dilatazione pupillare;

-                SINTOMI PERCETTIVI: forme e colori alterati, difficoltà di messa a fuoco degli oggetti, amplificazione del senso dell’udito, distorsione delle modalità sensoriali o fusione di due modalità sensoriali differenti come ad esempio “vedere” la musica;

-                SINTOMI PSICHICI: tensione, distorsione temporale, difficoltà ad esprimere pensieri, sensazioni oniriche, depersonalizzazione e allucinazioni soprattutto visive, come ad esempio il cosiddetto “bad trip”, che consiste nella percezione di un viaggio “cattivo” a seguito dell’assunzione di LSD che spesso può essere vissuto come se fosse reale.

Per quanto riguarda il consumo di tali sostanze sul territorio di Roma Capitale, possiamo constatare che le percentuali di assunzione sono significativamente basse rispetto agli altri tipi di sostanze, legali ed illegali. Dai dati raccolti attraverso il Questionario “Minerva” nel 2012, i cui risultati sono pubblicati nella Relazione annuale sullo stato delle tossicodipendenze nei servizi erogati dall’Agenzia, emerge che il numero di persone tra i 14 ed i 30 anni che dichiara di aver usato, almeno una volta negli ultimi 12 mesi, sostanze allucinogene quali MDMA (ecstasy) (4%) e LSD (2%) è nettamente inferiore rispetto a quello delle persone che hanno usato, almeno una volta, alcol (69,8%), tabacco (58,5%) o cannabinoidi (34,4%).