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PROGETTO ECO, IL PREFETTO DI ROMA ELOGIA IL LAVORO SVOLTO DALL’AGENZIA

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Il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ha elogiato l’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze per la realizzazione del Progetto “Eco”, definendolo “un valido strumento di conoscenza volto all’individuazione di problematiche psichiche associate al consumo di sostanze stupefacenti che coinvolgono i giovani e le loro famiglie”.

Il Progetto “Eco”, finanziato dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri e realizzato dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze in collaborazione con il Ce.I.S. don Mario Picchi, consiste in un modello sperimentale di intervento sul tema della comorbilità adolescenziale. Nello specifico, si è trattato di un piano di intervento multimodale, integrato e personalizzato, volto all’individuazione e alla presa in carico di giovani, tra i 14 e i 24 anni, con problematiche psichiche associate al consumo di sostanze stupefacenti.

La delicata questione della comorbilità, in età adolescenziale, rappresenta un tema di forte attualità e in costante evoluzione, tanto da rendere indispensabile la messa in atto di interventi precoci e tempestivi, volti a prevenire ed evitare l’insorgenza e lo sviluppo di disturbi psicopatologici legati al consumo di sostanze stupefacenti. L’Agenzia, attraverso il Progetto Eco, ha sperimentato un modello in grado di fornire  una risposta mirata alla prevenzione di tale fenomeno: il Modello di Intervento Integrato e Personalizzato è stato ideato e sviluppato per rispondere adeguatamente alle richieste e ai bisogni dei giovani e delle loro famiglie, unendo prevenzione e trattamento. Nel fare questo, sono stati coinvolti tutti i sistemi di relazioni in cui la persona è inserita come la famiglia, la scuola e i servizi territoriali, pubblici e privati di riferimento.

 

 

Il “Progetto ECO” è nato con l’obiettivo di contattare almeno 100 persone, e di prendere in carico 30 ragazzi fra i 14 e 24 anni di età, con problematiche di doppia diagnosi. Inoltre, ulteriore obiettivo era quello di organizzare 4 incontri formativi nelle scuole. I risultati raggiunti sono stati decisamente positivi:

  • 394 persone contattate, di cui 90 giovani adolescenti (+ 294%);
  • 41 ragazzi tra i 14 e i 24 anni presi in carico (+ 36%);
  • 11 incontri formativi nelle scuole (+175%)

Focalizzando l’attenzione sul legame tra i sintomi pischici e il consumo di sostanze stupefacenti, soprattutto in età adolescenziale, sono stati individuati gli strumenti più adeguati per prevenire e affrontare la comorbilità. Ricollocando i giovani in un tessuto socio-culturale sano capace di renderli più consapevoli e responsabili dei pericoli derivanti dal consumo di sostanze stupefacenti, è stato possibile accompagnarli verso un percorso di crescita caratterizzato da stili di vita sani.

In merito alle attività svolte dal campione di giovani che ha partecipato al Progetto Eco, possiamo osservare principalmente i colloqui di sostegno e anche attività di supporto formativo professionale. A seguire, abbiamo attività psico-corporea, la terapia di gruppo, colloqui psicodiagnostici oltre alle attività ricreative. Per quanto riguarda gli interventi formativi effettuati all’interno delle scuole, infine, sono stati effettuati 11 interventi in 5 scuole differenti che hanno coinvolto oltre 230 ragazzi e circa 50 insegnanti, favorendo una diffusione di informazioni, inerenti al progetto stesso.

La possibilità di fare affidamento su una molteplicità di servizi e interventi innovativi rappresenta, per i cittadini, una valida risorsa a cui attingere per far fronte ai momenti di maggiore difficoltà e bisogno. Considerata la differenziazione delle problematiche e la specificità di ciascuna persona, l’Agenzia ha sperimentato un nuovo modello di intervento in grado di intercettare e prevenire la comorbilità, attuando una strategia di prevenzione innovativa e ramificata sul territorio, per poter rispondere tempestivamente alle necessità degli utenti, nonché della comunità. Il “Progetto Eco” ha dimostrato, dunque, l’importanza della continuità temporale di questa tipologia di servizi, nonché di una sempre maggiore associazione tra la ricerca e l’intervento, in modo da poter perfezionare e migliorare le linee guida, oltre che il modello operativo attuato.