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ASSUNZIONE DI DROGHE IN DISCOTECA ED ALCOL: UN BINOMIO PERICOLOSO

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Dalla cronaca nazionale di oggi, emerge la triste storia di una ragazza bolognese che, a causa dell’assunzione di droghe, ha denunciato di essere stata vittima di uno stupro in un locale notturno. Purtroppo, vicende simili a quella accaduta a Bologna non sono una novità. Ovviamente, è molto importante evitare la psicosi: le forze dell’ordine si sono messe al lavoro per procedere con l’accertamento dei fatti. Sicuramente, una specifica azione di prevenzione sulle fasce a rischio può mettere in guardia le giovani generazioni dai rischi e dai risvolti negativi che una tranquilla serata in discoteca potrebbe riservare.

La dinamica, però, appare quasi sempre la stessa: un approccio, un drink offerto e poi la confusione. Di solito si tratta di sostanze inodori e incolori che, miscelate con acqua o alcolici, entrano subdolamente in circolo nell’organismo, determinando stati confusionali che rendono difficile la ricostruzione dei fatti: basti pensare alla grande responsabilità che devono assumersi i medici nel confermare o meno una violenza sessuale, visitando persone ottenebrate da sostanze psicoattive.

 

 

Molto spesso, queste droghe vengono utilizzate con lo scopo di indebolire l’altra persona per rendere più agevole ogni manipolazione. Inoltre, si riscontra, sempre più di frequente, l’utilizzo di tali sostanze in episodi di furti e rapine. Di quali sostanze parliamo? Si tratta, soprattutto, di GHB (acido idrossibutirrico, detta anche la “droga dello stupro”) e di ketamina. Queste sostanze vengono espulse velocemente dall’organismo, quindi sono difficilmente rintracciabili nel sangue ed i loro effetti sono particolarmente amplificati se assunti assieme ad altre sostanze, come tabacco, alcol o cannabis.

 

La Ketamina, inizialmente impiegata come anestetico generale, particolarmente usato in ambito veterinario per i cavalli, oggi è una droga, anestetico-dissociativa, in grado di provocare allucinazioni, distorsioni della percezione della realtà, insensibilità totale o parziale al dolore, sensazioni di pesantezza e disturbi della coordinazione, poiché inibisce i neurotrasmettitori: a differenza di altre sostanze, la Ketamina non procura né piacere fisico né euforia, ma una sensazione di alienazione e distacco dalla realtà e dal proprio corpo.

La sostanza si sintetizza in un liquido incolore che, riscaldato, rilascia una polverina da assumere allo stesso modo della cocaina. Il liquido, però, può essere anche bevuto o iniettato per via intramuscolare, aumentando, così, il rischio di overdose e di paralisi temporanee e insensibilità al dolore. L’effetto della ketamina si manifesta entro 5-20 minuti dall’assunzione e durata per circa un’ora, secondo la quantità assunta e le caratteristiche del soggetto.

Il GHB, solitamente, è assunto per via orale, mescolato con bevande dolciastre o in acqua, per mascherarne il sapore salato: infatti, dalla sintesi si ricava una polvere bianca insapore. La tossicità del GHB aumenta considerevolmente se assunto contemporaneamente con altre sostanze neurodeprimenti come alcol, oppiacei o farmaci antiepilettici, che ne amplificano gli effetti a livello centrale e periferico. In particolare, l’assunzione con massicci quantitativi di alcol è particolarmente rischiosa in quanto può condurre anche alla morte per arresto respiratorio. Il meccanismo d'azione del GHB deve ancora essere completamente chiarito poiché riesce a raggiungere concentrazioni molto alte nel cervello e, probabilmente, è generatore di effetti sedativi: il GHB è in grado di interagire con i neurotrasmettitori, inibendoli e causando il rilascio di sedativi naturali a livello del sistema nervoso centrale e periferico.

Gli effetti della sostanza si appaiono, generalmente, tra i 5 ed i 20 minuti dall'assunzione, per 1-3 ore. In basse quantità, si comporta come l’alcol: sensazioni di piacere diffuso, rilassamento, tranquillità, ma anche riduzione delle inibizioni, euforia e aumento della tendenza a socializzare. Il passo da un effetto di lieve stordimento alla tragedia risulta molto breve: si può passare, inconsapevolmente e rapidamente, ad uno stato di incoscienza, seguito da sonnolenza, narcosi, convulsioni, vomito e depressione respiratoria, sino ad arrivare al coma e, in casi limite, alla morte. Il GHB presenta, inoltre, un effetto simile ai postumi di una "sbronza", anche se meno forte e spiacevole di quella causata dall'assunzione di alcolici.

Socializzare fa parte della natura umana e spesso rappresenta la parte più bella dello stare insieme. Usare le droghe nei momenti di socializzazione non comporta, contrariamente a quanto si possa pensare, una facilitazione nei rapporti interpersonali ma costituisce un limite ed, allo stesso tempo, un pericolo. Le  percezioni alterate della realtà potrebbero indurre la persona a non cogliere i segnali di pericolo, siano essi da un malintenzionato o, più semplicemente, da una situazione ambigua e fraintendibile. Educare, fin da giovani, a una corretta socializzazione e favorire lo scambio di esperienze può indurre, la persona, a cogliere eventuali pericoli in anticipo, permettendo uno stare insieme corretto, in allegria e nel rispetto di se e degli altri.