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Comunità di Prima Accoglienza con sede in Via Castel di Leva n. 406

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Capienza: 10 posti

Sede: via di Castel di Leva, n. 406 - 00134 Roma

Tel. e Fax: 06.71355167

E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Sito internet: www.ceis.it

Orari del Servizio: tutti i giorni, festivi compresi, 24 ore su 24

Come raggiungere il Servizio: Metro B direzione Laurentina, fino alla fermata-capolinea Laurentina; prendere autobus n. 044 direzione Ardeatina/Valle Caia per 22 fermate; scendere alla fermata Castel di Leva/Torre S. Anastasia. A piedi per 50 metri

Finanziamento: Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, Istituzione di Roma Capitale

Ente gestore: Ce.I.S.- Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi
Responsabile del Servizio: dott.ssa Rosella Pettinari

Utenti destinatari del Servizio

I destinatari del Servizio sono i cittadini residenti sul territorio di Roma Capitale con problemi di tossicodipendenza. I destinatari secondari sono le famiglie di questi e gli operatori di servizi pubblici e privati operanti, a vario titolo, nell'ambito delle tossicodipendenze.

Struttura Organizzativa

1 Responsabile (Psicologo)

1 Educatore professionale

4 Operatori sociali

1 Psichiatra

1 Docente di Educazione Fisica

Obiettivi

La Comunità di Prima Accoglienza con sede in via Castel di Leva n. 406 si configura come un servizio a soglia intermedia, finalizzato all'accoglienza di persone tossicodipendenti da eroina e cocaina, anche con problemi di doppia diagnosi, ovvero con coesistenza della problematica della tossicodipendenza e di una patologia psichiatrica. Il Servizio è finalizzato al raggiungimento della condizione drug-free, nonché all'orientamento della persona verso un percorso strutturato presso Servizi riabilitativi ad alta soglia.

Il Servizio realizza, in particolare, interventi adeguati e flessibili in base alle caratteristiche individuali di ciascuna persona, sostenendola nel percorso di cambiamento e potenziandone le risorse, al fine di migliorare la qualità della vita. Gli interventi sono volti a ristabilire lo stato psico-fisico della persona e contrastare il disadattamento sociale, responsabilizzando i destinatari del Servizio verso il progressivo riadattamento alla realtà, anche attraverso il coinvolgimento, ove possibile, dei familiari e delle persone di riferimento.  Inoltre, tra gli obiettivi vi è il raggiungimento di almeno 3.600 contatti annui.

Il percorso riabilitativo, infine, prevede percorsi post-trattamento e di sostegno, in modo da prevenire le ricadute, oltre che di valutazione di esito (follow-up) sul raggiungimento degli obiettivi.

Tipologia di approccio

Il modello su cui si basa l'azione del Servizio si struttura in tre fasi. La prima, di accoglienza e di definizione consensuale del piano terapeutico, prevede degli incontri tenuti dal Responsabile e dagli Psicoterapeuti ad orientamento sistemico-relazionale e familiare con la persona, con la coppia e/o con altri esponenti significativi del suo sistema interpersonale, con l'obiettivo di consentire il riconoscimento del suo bisogno di aiuto; della definizione di una diagnosi personal; dell'approfondimento anamnestico per comprendere la funzione della sostanza nei diversi ambiti (familiari e non), dell'elaborazione e progettazione di un piano terapeutico condiviso, mirato alla ripresa delle funzioni del sé. La seconda fase, di contenimento e scalaggio del metadone, consiste nell'attuazione consiste nell'attuazione di colloqui clinici con finalità espressivo-supportiva, per sostenere la persona nel percorso di cambiamento, nell'organizzazione di attività psico-socio-educative, nel coinvolgimento in attività lavorative, formative, sportive e ricreative, con lo scopo di contrastare il disadattamento sociale e promuovere lo sviluppo delle capacità di gestione della propria vita. La terza fase, di orientamento, riguarda il termine del percorso residenziale, in cui viene offerto orientamento alla persona verso un percorso strutturato presso strutture di riabilitazione ad alta soglia.

La metodologia di intervento è multidisciplinare e si avvale di svariati strumenti terapeutici, a partire dall'organizzazione della giornata, attività che permette una scansione strutturata del tempo ed una proficua gestione della vita quotidiana all'interno della Comunità. A seguire, vanno menzionati gli incontri di gruppo sul "qui ed ora", per affrontare il momento che si sta vivendo, le incomprensioni, le difficoltà, le questioni problematiche, a livello individuale e di gruppo, che si producono in Comunità. Il colloquio costituisce un momento essenziale con l'instaurarsi di un legame di attaccamento tra la persona accolta e la figura educativa di riferimento, mentre il gruppo psico-educativo è predisposto in modo tale da aumentare le conoscenze sui danni derivanti dalla tossicodipendenza e sul suo trattamento.

Il gruppo allargato è un momento di incontro e verifica del percorso individuale e dell'andamento del gruppo, esteso a tutte le persone accolte in Comunità. La convivenza tra pari costituisce, poi, un momento di confronto essenziale e di sperimentazione, che consente il confronto con una rete allargata di legami emotivi.

Gli incontri individuali con cadenza bisettimanale nei primi quattro mesi, combinati con quelli di gruppo, risultano particolarmente indicati nel trattamento degli assuntori di cocaina.

Sono previste, infine, attività ergoterapeutiche, al fine di consentire di sviluppare un'identità diversa da quella che le persone accolte in Comunità hanno introiettato prima del loro ingresso, insieme a momenti della giornata da dedicare alla lettura, alla musica e all'esercizio di varie attività fisiche e sportive. L'approccio utilizzato, dunque, è quello di non considerare solo l'espressione sintomatologica della persona che si rivolge al Servizio, ma anche la sua dimensione psichica, partendo da quello che la persona è nella sua globalità.