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Khat (Qat)

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La Chata edulis è una pianta originaria dell’Africa orientale e molto diffusa nella penisola arabica nella quale era conosciuta già dal XIV secolo. Le foglie di questa pianta, un arbusto sempreverde di altezza variabile da 1 a 3 metri, contengono un alcaloide che provoca effetti analgesici e euforizzanti, in grado di reprimere fame e fatica.

Il principio attivo, che causa gli effetti psicotropi, ha una vita di 48 ore dal momento della raccolta delle foglie e ciò ne implicava un immediato consumo, ma oggi, con le nuove tecniche di conservazione, è possibile mantenerne gli effetti anche a 3-4 giorni di distanza. La sensazione di euforia si manifesta a circa 3 ore dalla masticazione e un consumo cronico porta a una deformazione delle guance tipicamente rigonfie per la trattenuta del bolo. Le foglie contengono, tra le altre, sostanze irritanti e antinutrizionali. Queste ultime sopprimono lo stimolo della fame tanto da far insorgere tratti anoressici nella persona che ne fa uso e produrre un tipo di dimagrimento al quale è associata un’esagerata assunzione di acqua, a causa di stimoli nervosi, non equiparabile a un positivo effetto diuretico. Tra le altre patologie si è riscontrata una riduzione del sonno, alterazioni umorali, debilitazione fisica e disturbi intestinali. A lungo termine, sono frequenti abrasioni e ulcerazioni delle mucose interne della bocca, dell’esofago e dello stomaco che possono degenerare in tumori.

 

ASPETTI NEUROLOGICI


A livello cognitivo si è rilevato un deficit di attenzione, riduzione di percezione visiva e rallentamento dell’attività decisionale. Ancora, l’insorgere di psicosi tossiche a tratto paranoico e maniacale è causato dalla natura anfetaminica dei principi attivi