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Derivati da Anfetamine

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Una vasta quantità di omologhi delle anfetamine sono allucinogeni. Ad oggi i derivati dalle anfetamine includono, tra gli altri, l’MDA (3,4- metilenediossianfetamina) e le metanfetamine come l’MDMA (3,4metilenediossimetanfetamina), più comunemente conosciuta con il nome di Ecstasy, e lo Shaboo /Ice. L’MDMA, conosciuta in gergo con il nome di “love drug” (droga dell’amore), fu per la prima volta utilizzato negli anni ’60, per uso ricreazionale. Fu scoperta nei Laboratori Merck in Germania nel 1912 e brevettata successivamente come anoressizzante nel 1914. Venne dimenticata per qualche decennio, poi nel 1970 venne riscoperta da alcuni psichiatri di Los  Angeles che la iniziarono ad usare per scopi clinici e di ricerca

L’MDMA induce ad un elevato bisogno di socializzare e instaurare relazioni interpersonali, all’esigenza di parlare e stare con altre persone. Questo composto danneggia i neuroni serotoninergici del cervello e le sue funzioni. La metanfetamina è l' N-metil, omologo dell'anfetamina, e condivide con questa il meccanismo d’azione, ma ha una maggiore attività centrale. La diffusione capillare di questa sostanza, e dei tanti suoi derivati, è dovuta sostanzialmente alla relativa facilità di produzione in laboratori clandestini e al basso costo del prodotto. E’ prodotta in polvere, che viene poi inserita in capsula, o più frequentemente trasformata in compresse. Questo non permette al compratore, nella quasi totalità dei casi, di essere a conoscenza della composizione della sostanza che acquista e assume. In gergo è conosciuta come Adam, XTC, E, MD e tra i marchi, generalmente impressi sulle compresse, figurano scritte (ADAM, CCCP, LOVE, EVA), personaggi di fumetti, animali e altro. E’ di frequente mischiata all’eroina, all’LSD e ad altre anfetamine. L’insorgenza dei primi effetti si registra dopo circa 20-40 minuti dall’assunzione e la durata complessiva di questi varia dalle 4 alle 8 ore. A livello psicologico si prova uno stato di benessere, di euforia e piacere ed uno spiccato interesse per ciò che in altre situazioni si sarebbe trovato banale. Questo tipo di sensazione è definita entactogenesi. Inoltre, l’assunzione della sostanza provoca un crollo dell’inibizione, facilitando la comunicazione e l’innescarsi di una gratificante sintonia con l’altro (empatogenesi). L’alterazione delle percezioni sensoriali, che subiscono una notevole intensificazione (ultrapercettività dei sensi), è dovuta agli effetti allucinogeni connessi all’affinità strutturale di questo composto con la mescalina.

Tra gli effetti fisici provocati dall’assunzione di MDMA, si riscontrano modificazioni comportamentali a livello neurovegetativo (ipertensione, aumento della frequenza cardiaca, aumento della vigilanza e agitazione psicomotoria), diarrea, nausea, secchezza della bocca e dilatazione delle pupille. Segni caratteristici sono le contrazioni prolungate e involontarie dei muscoli mandibolari e il bruxismo (sfregamento involontario delle arcate dentarie). Nei casi più gravi ipertermia, insufficienza renale acuta, aritmie e casi di disidratazione dovuti alla non percezione della sete e della stanchezza. Inoltre, l’utilizzo di ecstasy induce l’instaurarsi di atteggiamenti psicotici (crisi di panico, deliri di persecuzione e comportamenti ripetitivi), deficit della memoria e di concentrazione, alterazione del ritmo sonno-veglia ed episodi depressivi. Danni molto gravi vengono provocati in relazione al rilascio e alla produzione di serotonina, determinando deficit psichici, in particolare sul controllo dell’umore. Generalmente la regressione del danno è lenta e parziale. Assunta con modalità ripetitiva, l’MDMA genera tolleranza, dunque un aumento graduale della quantità di compresse per ottenere l’effetto desiderato, e dipendenza sia psicologica che fisica. L’astinenza dalla sostanza provoca fatica, sudorazione, crampi muscolari, ansia, irritabilità, aumento del sonno e dell’umore, provocando stati di depressione a causa di una scarsa produzione di serotonina.

 

ASPETTI NEUROLOGICI

L’MDMA agisce modificando il normale funzionamento dei neuroni serotoninergici, inibendo la ricaptazione della serotonina e provocando la sensazione di benessere e buonumore. Questo neurotrasmettitore svolge un ruolo importante nella regolazione dell'umore, del sonno, della temperatura corporea, della sessualità e dell'appetito. L’eccessiva liberazione di serotonina causa un accumulo della stessa nel cervello, seguito dall’effetto opposto caratterizzato dal blocco della sua sintesi.

 

 

  ICE/SHABOO

  YA-BA