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Peyote e Mescalina

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La Lophophora williamsii, comunemente chiamata Peyote (carne degli dei), è una pianta grassa appartenente alla famiglia della cactaceae, originaria delle regioni semi-desertiche del nord e del centro del Messico, presente anche nel sud degli Stati Uniti. Il peyote è costituito da un fusto sferico, di colore grigio-verde, leggermente schiacciato al centro, dove si sviluppano dei ciuffi lanosi e dove, in primavera-estate, sboccia un fiore di colore bianco o rosa che contiene i semi, di colore nero. La superficie presenta delle coste arrotondate con piccole areole ricoperte da peluria grigiastra. Il peyote cresce in parte nascosto nel terreno, è dotato di radici molto grosse e raggiunge un diametro di circa 15 cm. Il principio attivo della pianta è la mescalina, un alcaloide contenuto nel peyote, che venne sintetizzata nel 1919 da Ernst Spath. La mescalina si può presentare sotto diverse forme: sali, cristalli, polvere o liquido. Tende ad avere un colore chiaro, bianco o marrone. La dose allucinogena di questa sostanza, assunta generalmente per via orale sottoforma di capsule, è di circa 300-500 mg e il suo effetto dura intorno alle 12 ore.

Il peyote, invece, viene consumato masticando i “botones”, le estremità superiori che fuoriescono dal terreno, sia freschi che essiccati. Dal momento che la pianta non contiene un’alta concentrazione di mescalina, al fine di ottenere l’effetto voluto, vengono generalmente ingeriti dagli 8 ai 16 “bottoni”. Il sapore del cactus è generalmente molto amaro, per cui viene spesso preparato allo scopo di ricavarne una pasta o un infuso che possono essere addolciti e che conservano tutte le proprietà psico-attive.

Gli effetti cominciano a sopraggiungere nella mezz’ora successiva all’ingestione con la comparsa di malessere caratterizzato da nausea e vertigini, forte salivazione, tensione dei muscoli del collo e della mandibola, alterazioni percettive, acutezza visiva (visualizzazione di schemi geometrici in movimento e in sovrapposizione). Riduzione della sensazione di fatica, della fame e della sete. Possono insorgere, inoltre, episodi psicotici, aspetti depressivi e paranoici e disturbi al fegato.

 

ASPETTI NEUROLOGICI

La mescalina agisce a livello del Sistema Nervoso Centrale intervenendo sui recettori della serotonina e della dopamina e insistendo particolarmente sull’area cerebrale collegata al nervo ottico che genera così allucinazioni e sinestesie. Assorbita dai tessuti periferici, si lega prevalentemente con le proteine del fegato dal quale è successivamente metabolizzata.