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Alcol

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E' la droga più comune e diffusa; l'uso è legale per i maggiorenni, l'uso smodato è comunissimo nei minorenni (pur essendo vietato l'uso e l'acquisto). E' la droga che determina il maggior numero di morti dirette per malattie correlate (cirrosi epatica, pancreatite,etc.) e morti indirette per incidenti d'auto ed atti criminali. Si trova in commercio all'interno di bevande come birra, vino, superalcolici, distillati e liquori, che contengono una quantità variabile di alcol etilico.

A piccole dosi, l’alcol ha effetti calmanti ed euforizzanti, ma molto facilmente si raggiunge lo stato di “ebbrezza”, in cui si registrano disturbi della percezione, disinibizione, incoordinazione e allungamento dei tempi di reazione, visione offuscata, pronuncia indistinta ed aggressività.

Effetti a lungo termine sono irritabilità, tremori, nausea, ansia e crampi, sintomi che scompaiono solo se si assume nuovamente alcol. Le persone che fanno un uso eccessivo di alcol, infatti, solitamente, diventano tolleranti ai suoi effetti ed hanno bisogno di dosi sempre maggiori per ottenere l’effetto psicologico desiderato. L’improvvisa cessazione dell’uso della sostanza, spesso, produce una sindrome da astinenza. L’alcol agisce sul sistema nervoso, creando dipendenza psicofisica e alterando il comportamento in modo grave e spesso irreversibile.

Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità non esiste una dose consigliata e, meno si fa uso di alcolici, maggiori sono le prestazioni psicofisiche. Le bevande alcoliche non sono degli alimenti; infatti, pur fornendo un alto apporto di calorie, non sono nutrienti.

L’intossicazione cronica da alcol causa danni molto gravi e irreversibili all’intero organismo danneggiando il cuore, il fegato, lo stomaco e il cervello.

Con l’assunzione frequente di alcol, non esiste organo che non venga coinvolto e danneggiato: il più colpito è il sistema nervoso centrale e periferico, compreso il nervo ottico. La dipendenza alcolica può produrre gravi disturbi all’apparato digerente, quali stomatiti, gengiviti, esofagiti, gastriti, coliti, ulcera e cancro allo stomaco, all’intestino e all’esofago. In caso di forte assunzione di alcol (ubriachezza) si può giungere ad un’intossicazione acuta che può portare al coma o alla morte.

 

ASPETTI NEUROLOGICI

L’alcol agisce deprimendo il sistema nervoso centrale, in particolare i centri cerebrali superiori che hanno primariamente un’azione inibitoria, e causando, a livello cellulare e biochimico, una diminuzione dell’eccitabilità sinaptica, in modo analogo a quello delle benzodiazepine. Analogamente a molte altre droghe, induce tolleranza e dipendenza, sia dal punto di vista fisico, sia da quello psicologico. Un uso cronico di questa sostanza innesca dei meccanismi compensatori a carico del sistema nervoso centrale, che permettono all’organismo di tollerarne, nei limiti del possibile, quantità sempre maggiori.

A distanza di un paio di settimane da un utilizzo cronico di alcol, si registra l’incremento della velocità di metabolizzazione dell’etanolo e l’instaurarsi di uno stato di tolleranza farmacocinetica (o metabolica). Successivamente, insorge la tolleranza farmacodinamica, un processo che contribuisce alla modifica della struttura delle membrane cellulari, che implica l’assunzione di dosi sempre maggiori per ottenere l’effetto desiderato. In ultimo, ma non meno importante, il soggetto acquisisce una tolleranza comportamentale, attraverso la quale, apparentemente, riesce a comportarsi normalmente e a gestire gli effetti dell’alcol in presenza di un tasso alcolico elevato. Con il tempo, questo finto adattamento non potrà essere più dissimulato, in quanto i deficit comportamentali si moltiplicheranno, sfuggendo al controllo dell’individuo.