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CANNABIS

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Hashish e marijuana sono sostanze psicoattive derivate dalla lavorazione della cannabis (canapa). Questa è una pianta erbacea annuale e dioica (presenta cioè esemplari distinti, su cui si formano fiori femminili o maschili). Esistono due principali specie di canapa: la sativa, usata nell’industria tessile e l’indica.

Dall’indica si ottengono l’hashish (la resina dei fiori impastata con sostanze grasse) e la marijuana (miscela di varie parti essiccate della pianta , come fiori e foglie).

In Europa, la storia della canapa è fondamentalmente tessile, legata alla produzione e alla lavorazione delle fibre. L’uso dei derivati della canapa, in relazione alle proprietà psicoattive, è invece appannaggio storico delle regioni medio-orientali, durante l’esecuzione di pratiche sciamaniche e cerimoniali. Il componente psicoattivo principale è il cannabinoide delta-9-tetraidrocannabinolo (Δ9 THC). La quantità di principio attivo varia a seconda delle diverse modalità di preparazione e assunzione della sostanza psicoattiva.

Gli effetti acuti più comuni provocati dall’assunzione sono: deficit dell'attenzione, della concentrazione e della memoria a breve termine, disorientamento spazio-temporale, ansia generalizzata e somatizzata, disforia, attacchi di panico.

Altri effetti fisiologici a breve termine, sono: irritazione congiuntivale (occhi iniettati di sangue), tachicardia, cefalea, astenia, disturbi dell'equilibrio con deficit della coordinazione motoria, alterazioni dei tempi di reazione agli stimoli. L'uso prolungato dei cannabinoidi induce alterazioni del metabolismo cellulare, della motilità degli spermatozoi, della fertilità, dello sviluppo fetale, della funzione vascolare, dell'istologia dei tessuti cerebrali e del sistema immunitario, che viene solitamente depresso. I danni subiti dall'apparato respiratorio sono paragonabili, se non superiori, a quelli causati dal fumo di tabacco. Nel caso d'intossicazione acuta l'assuntore può andare incontro ad una sindrome caratterizzata da: astenia, vertigini, pallore, sudorazione profusa, disturbi dell'equilibrio, alterazione della memoria e dei processi di attenzione, nausea e vomito.

 

ASPETTI NEUROLOGICI

 


Studi scientifici, sull’utilizzo dei derivati della cannabis, hanno mostrato come questi possano danneggiare gravemente il cervello, aumentando il rischio di ictus, e come questi possano provocare conseguenze al normale andamento della vita quotidiana. Danneggiano, inoltre, la struttura del nucleo cellulare (DNA e RNA).