Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze - Istituzione di Roma Capitale

KNOCKOUT GAME: IL TERRIBILE GIOCO DELLA VIOLENZA PDF Stampa E-mail

punch2.JPGSi chiama Knockout Game, il gioco al massacro importato dagli USA che, in poco tempo, ha invaso anche le cronache italiane. Bande di teenager, giocando sull’effetto sorpresa, sferrano pugni ad ignari passanti, al solo scopo di metterli al tappeto e guadagnare l’approvazione del gruppo.

In America, questa folle tendenza, pericolosissima per via della sua efferatezza, ha già registrato tre decessi. I colpi, violentissimi, arrivano senza preavviso e non lasciano scampo. La vittima, accerchiata o assalita alle spalle, viene colta di sorpresa, senza alcuna possibilità di difendersi o di proteggersi durante la caduta. I filmati vengono ripresi con il cellulare e postati su Youtube: immagini di aggressioni cruente e volti tumefatti stanno già facendo il giro della Rete.

In Italia, si sono riscontrati episodi da Nord a Sud. Il primo caso denunciato si è registrato in provincia di Venezia, nel mese di gennaio. Altri episodi sono avvenuti a Lecce, Roma, Napoli, Brescia, Genova e Torino.

Nel mese di febbraio, nel quartiere romano di Trastevere è comparsa una vera e propria baby-gang. I gestori di alcuni locali adiacenti a Piazza Trilussa hanno riferito di ragazzi ancora minorenni che, in preda all’alcol e alle droghe, si nascondevano nei vicoli in attesa di assalire i passanti. L'ultima vittima di questo macabro rituale è stato il cameriere di un ristorante che, finito il turno, si apprestava a tornare a casa. Interrogato, l’uomo ha raccontato di non aver neppure visto l’aggressore: colpito a tradimento, è finito sull’asfalto e ha perso i sensi. Gli inquirenti hanno escluso un tentativo di rapina, riconducendo l’episodio alle aggressioni immotivate già compiute ai danni di altri passanti.

Ci si è chiesto da più parti, naturalmente, cos’è che scateni questi atti insensati, compiuti da adolescenti ai danni di persone di ogni età e ceto sociale. Probabilmente, lo spirito di emulazione, che da Oltreoceano ha sparso questa assurda moda nel nostro Paese e l’ha fatta proliferare come una gramigna. Plausibilmente, l’impossibilità di esprimere il proprio potenziale in maniera costruttiva, tanto da dover affidare agli applausi e agli schiamazzi del branco il proprio riconoscimento personale e sociale. Sicuramente, l’incapacità di prevedere le conseguenze dei propri gesti, arrivando a compiere “prodezze” che, nella più disgraziata delle ipotesi, potrebbero costare la vita al malcapitato. Queste azioni prive di un apparente motivazione logica sono, a ben guardare, il sintomo di una forma di disagio che, seppur mascherata dalle dinamiche del gruppo, si nutre  di quel vuoto esistenziale e di quel malessere sottile che, spesso, si accompagnano all’utilizzo di sostanze stupefacenti. Non è un caso, probabilmente, che i testimoni dei misfatti compiuti in Piazza Trilussa abbiano raccontato di ragazzini imbottiti di alcol e cannabis, pronti a scattare come belve feroci.

L’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, attenta ai bisogni dei giovani e alle esigenze delle rispettive famiglie, in un’ottica di implementazione degli interventi finalizzati alla prevenzione del disagio e dei comportamenti a rischio, nonché alla promozione di stili di vita sani, nell’ambito del “Nuovo Quadro dei Servizi Cittadino” ha attivato, per la prima volta, ulteriori 9 servizi, tra cui: un Servizio di prevenzione dei comportamenti a rischio e promozione di stili di vita sani; la prima Comunità Giovanile in Italia finanziata da un ente locale; 2 Servizi di prevenzione sul web; 5 Servizi di prevenzione sulle Scuole Secondarie di secondo grado operativi in ciascuno dei 15 Municipi romani. I risultati raggiunti dimostrano quanto sia importante la prevenzione e quanto ampio possa essere il riscontro ottenuto presso i giovani. In 21 mesi di attività, ovvero nel periodo compreso tra il 3 maggio 2012 e il 2 febbraio 2014, i Servizi di Prevenzione e Promozione di Stili di Vita Sani hanno realizzato l’impressionante cifra di 184.827 contatti (119.408 nell’ambito della prevenzione sul web; 23.074 nell’ambito della Prevenzione dei comportamenti a rischio, 38.989 nell’ambito della Promozione di stili di vita sani). Un risultato estremamente significativo che denota un’attenta e assidua partecipazione, da parte dei ragazzi, agli interventi e alle attività proposte. Saper orientare le attitudini dei giovani, stimolarne gli interessi, informarli e guidarli verso una vita sana improntata al rispetto di sé e degli altri, può aiutare a prevenire azioni a rischio, anche le più insensate.

 


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